Piano di riequilibrio di Messina: “sì” in Consiglio Comunale. Basile: «Importante traguardo»

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Con 18 voti favorevoli e 4 astenuti, il Consiglio Comunale approva il Piano di riequilibrio Finanziario Pluriennale di Messina. Scende da 550 milioni di euro a 155 milioni di euro la massa debitoria del Comune. Adesso, tutta la documentazione dovrà tornare al Ministero dell’Interno per la valutazione da parte della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali. Vediamo come è stato abbattuto il debito, cosa si dovrà fare per “tenere i conti in ordine” e com’è andata la votazione in Aula.

Con la scadenza fissata al 29 luglio, il Consiglio Comunale si è riunito nuovamente per votare la rimodulazione del Piano di Riequilibrio. Una votazione lampo, con qualche polemica da parte dell’opposizione (Libero Gioveni ha ricordato la questione dei «conti gonfiati» per “spaventare” i creditori; mentre Antonella Russo ha presentato un emendamento che è stato bocciato, con soli quattro voti favorevoli). Soddisfatto il sindaco di Messina Federico Basile, che a margine della votazione ha commentato: «Con questa rimodulazione la cui scadenza era fissata al 29 luglio, il Comune libererà risorse per oltre 10 milioni di Euro dal 2023, che consentirà all’Amministrazione di poter attivare nuovi servizi per la comunità! Un plauso ai consiglieri che hanno consentito questo importante traguardo e che probabilmente poteva essere già raggiunto a febbraio 2022… andiamo avanti».

Piano di riequilibrio, Basile: «Adesso l’Ente potrà programmare con minore rigidità»

Ad illustrare la delibera, il sindaco Federico Basile: «La rimodulazione – ha spiegato – nasce di fatto dall’esigenza che l’Ente ha assunto rispetto all’iter della procedura di riequilibrio che nel mese di febbraio l’ha visto protagonista del dibattito in adunanza con la Corte dei Conti». Poi ha riassunto brevemente l’iter del Piano dal 2012 al 2018, quando è arrivato il Salva Messina. «Il piano di riequilibrio del 23 novembre 2018 è l’unico che ha effettivamente avuto effetti sull’abbattimento della massa debitoria ed è l’unico su cui la Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali si sia espressa in maniera positiva».

Poi ha ricordato il passaggio dal piano del 2018 a quello rimodulato del febbraio 2022, a seguito delle osservazioni – un documento di 81 pagine – della Corte dei Conti. Infine, la decisione del Commissario Santoro di rimodulare nuovamente il Piano e la scadenza del 29 luglio 2022. Il documento approdato ieri in Aula dopo la discussione d’urgenza in Commissione è quello redatto dall’Amministrazione De Luca, presentato a febbraio 2022, cui aveva partecipato anche l’attuale sindaco Federico Basile in qualità di Direttore Generale del Comune di Messina: «La rimodulazione – ha spiegato il Primo Cittadino – nasce dall’aggiornamento della massa debitoria dell’Ente che, nella rimodulazione 2018 era di 552 milioni di euro e scende oggi a 155 milioni di euro. La possibilità di rimodulare i piani serve ad aggiornare un dato contabile che consentirà all’Ente di accantonare minori quote, ingessando di meno il bilancio. È una delibera molto tecnica che fotografa il percorso avvenuto dal 2018 ad oggi. Oggi il Comune può sottoscrivere con questo atto la sua nuova situazione debitoria. L’Ente potrà programmare con minore rigidità».

Ma com’è stata ridotta la massa debitoria del Comune di Messina? A spiegarlo è il dirigente Cama: «La riduzione della massa trova la sua dislocazione nel seguente modo: continuità del contrasto all’evasione tributaria, attività già posta in essere dal 2018; dalla riduzione dei costi correnti; riduzione per spese dei mutui; riorganizzazione dei servizi sociali; riduzione dei costi della politica; riorganizzazione degli impianti sportivi; razionalizzazione dei servizi municipali; il risparmio energetico, con una significativa riduzione sia per impianti sportivi, sedi comunali e scuole; risparmi sulla spesa del personale, per effetto dell’andata in quiescenza del personale e di quello che vi andrà nel corso del periodi di validità del piano». A contribuire, anche il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, già approvati in numero considerevole dal precedente Consiglio Comunale. Ora si dovrà proseguire con l’azione di recupero tributario e con il contenimento delle spese, ha spiegato il presidente del Collegio dei revisori dei Conti, il dottor Fabrizio Alia.

Russo: «Sindaco e giunta si sono dimessi, per questo il Piano non è arrivato in Aula»

A controbattere alle accuse del sindaco Federico Basile, che sostanzialmente ha accusato, durante la sua ricostruzione, il Consiglio Comunale di allora di non avere votato il Piano di riequilibrio, è la consigliera del Pd, Antonella Russo: « Nel 2022 – ha esordito – sono successe delle cose, tranne quella di portare in Aula la rimodulazione del Piano di riequilibrio. La stiamo portando in Aula adesso. Questo perché il 31 gennaio invia una pec alla Corte dei Conti in cui dice che si sarebbe avvalso della possibilità di rimodulare il Piano. Nel 120 giorni successivi, andava approvato dal Consiglio Comunale. Poi il sindaco De Luca si è dimesso il 14 febbraio 2022. Da allora ad oggi c’è solo una proposta di delibera di Giunta del febbraio 2022. Forse ricordo male, ma il sindaco si dimise e si dimisero tutti gli assessori, compreso l’assessore al Bilancio e alle partecipate nonché vicesindaco, la dottoressa Carlotta Previti. Non c’era quindi chi potesse portare in Aula la delibera».

La replica del sindaco Federico Basile: «I tempi c’erano, la delibera 56 dell’1 febbraio arrivò in Consiglio Comunale l’8 febbraio. L’ex sindaco si rese disponibile alla discussione. Venerdì 11 ci fu una Seduta di Commissione straordinaria Bilancio cui fui invitato io, come direttore generale, e l’assessore al Bilancio, ma non l’ex Sindaco. Non si discusse del Piano rimodulato arrivato giorno 8 in Consiglio, ma solo sulla massa debitoria definita “ampia”, per non usare altri termini, rispetto poi alla sua espunzione. Ritengo, nella misura in cui non ci sono sabati, domeniche o lunedì, che dall’8 al 14 febbraio, ci sarebbero stati i tempi».

Piano di riequilibrio di Messina: la votazione in Consiglio Comunale

Presenti in Aula al momento della votazione 22 consiglieri comunali, la delibera sulla rimodulazione del Piano di riequilibrio di Messina è stata approvata con 18 voti favorevoli e 4 astenuti

A votare “sì” è stata la maggioranza delle liste Basile Sindaco e Con De Luca per Basile: Alessandro De Leo, Antonia Feminò, Francesco Cipolla, Giuseppe Busà, Mirko Cantello, Raffaele Rinaldo, Rosaria D’Arrigo, Nello Pergolizzi, Amalia Centofanti, Cosimo Oteri, Emilia Rotondo, Giuseppe Trischitta, Margherita Milazzo, Raimondo Mortelliti, Rosaria Di Ciuccio e Serena Giannetto. In più, Nicoletta D’Angelo di Forza Italia e Concetta Buonocore del Gruppo Misto.

Voto d’astensione per: Libero Gioveni e Dario Carbone di Fratelli d’Italia, Giandomenico La Fauci di Ora Sicilia, Antonella Russo del Pd.

(Foto di repertorio)

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