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Piano di riequilibrio, De Luca risponde al Consiglio: «Si chiama “aggiornamento” non “conti gonfiati”»

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Il Piano di Riequilibrio non è stato “gonfiato”, ma solo “aggiornato” inserendo i debiti delle partecipate comunali per “spaventare” i creditori con lo spettro del dissesto: questa, in estrema sintesi, la replica del sindaco di Messina, Cateno De Luca, alle accuse e ai dubbi mossi dai consiglieri – in particolare Salvatore Sorbello e Libero Gioveni – nella giornata di ieri, a seguito di alcune recenti dichiarazioni del Primo Cittadino.

Ma facciamo un passo indietro. Nella consueta diretta-fiume di martedì 1 febbraio il Sindaco di Messina ha affermato quanto segue in merito al Piano di Riequilibrio: «Ho inserito una serie di somme che non dovevano essere inserite; perché dovevo apparire agli occhi dei creditori e anche del Consiglio comunale come un Comune che stava per dichiarare il dissesto e quindi l’entità doveva essere di una cifra tale, da convincere i creditori ad applicare il metodo: pochi, maledetti e buoni».

Queste affermazioni, riportate da diversi giornali, hanno attirato l’attenzione dei consiglieri comunali Salvatore Sorbello e Libero Gioveni che, nella Seduta di ieri del Consiglio Comunale, hanno chiesto chiarimenti. In particolare, il secondo ha invitato il presidente Claudio Cardile a inviare una nota alla Procura della Repubblica che riporti quanto affermato dal Primo Cittadino.

A quel punto, il Sindaco di Messina ha annunciato una diretta di replica: «Parliamo del piano di riequilibrio. Ricostruiamo i fatti. Vi svelo una cosa che forse loro neanche ricordano. Si chiama “aggiornamento” non “conti gonfiati”. Ho aggiornato i conti con l’obiettivo di portare a miti consigli i creditori del Comune di Messina che aspettavano da anni di essere pagati. Gli ho detto: o rinunciate a una parte del credito, oppure dichiaro il dissesto. Per poter arrivare a fare questo ho aggiornato il Piano di Riequilibrio. I conti non sono gonfiati, perché i debiti delle partecipate sono lì certificati, non sono inventati, li abbiamo semplicemente messi nel Piano di Riequilibrio».

«Guardate – ha aggiunto rivolgendosi ai consiglieri – che io ieri ho mandato alla Corte dei Conti una memoria in cui ho scritto perché ho inserito i debiti delle partecipate. Ho scritto che mi serviva per far ragionare i creditori. Questo ha portato i risultati. Io in tre anni ho fatto quanto non si è fatto in trent’anni per quel che riguarda i conti». Quindi, ricapitolando, il sindaco Cateno De Luca ha affermato di aver inserito i debiti delle Società Partecipate all’interno del Piano di Riequilibrio per “spaventare” i creditori e convincerli a rinunciare a una parte delle somme che l’Ente gli doveva.

Detto questo, il Primo Cittadino ha annunciato che avrebbe inviato al Consiglio Comunale la delibera di rimodulazione del Piano di Riequilibrio affinché venga discussa la prossima settimana in Aula.

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