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C’era una volta Messina: i palazzi del potere e la loro storia

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I palazzi di Messina: il Tribunale, la Prefettura e l’Intendenza di finanza

Il Tribunale (Palazzo di Giustizia)

«Il Palazzo di Giustizia – racconta Franz Riccobono – resta ancor oggi tra i più prestigiosi monumenti cittadini. Progettista l’architetto Marcello Piacentini, ben noto per il prestigio di cui godeva a livello nazionale ed internazionale. Anche questo progetto subì ritardi, dovuti fra l’altro allo scoppio della Grande Guerra. Progettato nel 1912, fu dato in carico prima alla ditta Porcheddu e quindi ripreso nel 1923 dall’impresa Salvato che lo portò nel giro di pochi anni a compimento.

Si tratta di un complesso articolato ed ispirato a stilemi classici. Per le finte colonne, in deroga alla normativa vigente, fu utilizzata la stessa pietra impiegata nella costruzione dei templi dorici di Agrigento. L’utilizzo dei colonnati, delle mensole, cornucopie, protomi, ovuli e dentelli, non escluse nel disegno delle forature un’anticipazione dello stile razionalista. Per dare slancio al corpo centrale prospiciente via Tommaso Cannizzaro, piazza Università, Piacentini impostò un’ampia ed elegante scalinata che prospetticamente sovradimensiona la facciata principale, il cui coronamento è dato dalla quadriga di Ercole Drei.

Nella realizzazione del complesso, Piacentini previde con meticolosità il decoro e l’arredo degli interni, disegnando addirittura gli scanni e l’intero mobilio, lampadari compresi. Non venne lesinato il decoro scultoreo, sia in pietra locale che in bronzo, con opere realizzate dagli scultori Giovanni Marescalchi e Antonio Bonfiglio, eleganti le protomi di Minerva che decorano gli esterni».

Altre opere di Marcello Piacentini

«Vale la pena ricordare – conclude Riccobono – che la carriera di Marcello Piacentini inizia nel XIX secolo (partecipò al concorso per la realizzazione del Vittoriano di Roma) e si conclude nel 1942 quando viene chiamato a presiedere la commissione per la realizzazione dell’EUR (Esposizione Universale di Roma). In tale circostanza ricevette l’encomio e l’ammirazione di Le Corbusier. Si dice che l’architetto Albert Speer, dovendo progettare la Cancelleria di Berlino, volle studiare i disegni del Palazzo di Giustizia di Messina».

Palazzo del Governo (Prefettura di Messina)

c'era una volta messina: palazzo del governo o prefettura, rovine del terremoto del 1908«La Prefettura di Messina (il Palazzo del Governo) – spiega Franz Riccobonofa parte anch’esso degli edifici della prima ricostruzione. Sorta sul sedime* della cinquecentesca Chiesa di San Giovanni di Malta e dell’attiguo convento benedettino, poi divenuto Palazzo Reale, la costruzione dell’architetto Cesare Bazzani si caratterizza per taluni stilemi floreali altisonanti, tra cui le grandi statue sovrastanti l’ingresso. Non manca certo la monumentalità degli interni, considerato il ruolo di rappresentanza dello Stato nazionale. Nella parte retrostante della Prefettura si conserva fortunatamente la porzione residuale dell’antico Tempio di San Giovanni e, in particolare, la cappella con il Sacrario dei Protomartiri messinesi San Placido e compagni, preziosa testimonianza della devozione cittadina, realizzato nel 1616. Sulla via Placida resta il prospetto rinascimentale dell’antico edificio realizzato in pietra calcarea e sottili mattoni».

c'era una volta messina: prefettura o palazzo del governo

 

Altre opere di Cesare Bazzani

«L’architetto Cesare Bazzani – conclude Franz Riccobonoera già ben noto e fu l’autore, tra l’altro, della monumentale Chiesa di Santa Caterina Valverde, come pure della Chiesa della Madonna del Carmine in Sant’Alberto, dal curioso disegno posto a quinta monumentale di corso Cavour»,

*sedime= superficie piana del terreno su cui appoggiano le fondazioni di un edificio o di un manufatto.

L’Intendenza di Finanza

«La sede dell’Intendenza di Finanza di Messina (architetto Antonio Mariano Cannizzaro) – spiega Franz Riccobonofu costruita tra il 1913-1917 applicando il sistema Hennebique (brevettato dalla Ferrobeton). Articolato in più corpi di fabbrica e su vari livelli, l’edificio rispecchia il gusto neoclassico con ampio utilizzo di porticati colonnati di collegamento. Nell’imminenza del terremoto del 1908 l’altezza è limitata rigorosamente dalla normativa antisismica. Nell’insieme gli edifici appaiono oggi del tutto fuori dal tempo in conseguenza degli stilemi classici meticolosamente applicati».

(Foto dell’archivio di Franz Riccobono e Giangabriele Fiorentino, a eccezione dell’ultima)

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