Risarcimento dirigenti, Le Donne smonta il caso

Antonio Le DonneIl parere del Collegio dei Revisori dei Conti, sui 3,2 milioni di euro che i dirigenti dovrebbero restituire al Comune di Messina, ha messo in imbarazzo l’amministrazione comunale, chiamata a gestire un caso tanto spinoso quanto tecnico.

L’organo collegiale composto da Giuseppe Zingales e Federico Basile ha riscontrato l’illegittimità di queste somme incassate in base al fondo stabilito dai risultati e dalle posizioni dei dirigenti.

A fare chiarezza, però, ci pensa il segretario generale del Comune, Antonio Le Donne, che spiega da cosa nasce l’interpretazione dei revisori dei conti: “Quella data dai due revisori è un’interpretazione da tenere in conto, ma sempre un’interpretazione rimane – ha dichiarato – è stata riscontrata da parte loro un’irregolarità circa l’articolo 26 comma 3 del contratto che regola il fondo. Anzi,  il fondo nell’arco degli ultimi dieci anni è diminuito ed è basato su ventuno dirigenti, inoltre, c’è da aggiungere che non è recente ma è stato istituito nel 2000, quando a Palazzo Zanca c’erano oltre settanta dirigenti. Questo fondo serve come garanzia del contratto tra Comune e dirigente, da anni ormai l’Ente vive un ridimensionamento, come testimoniano i ventuno dirigenti attualmente in carica, ma ciò comporta anche un aumento delle loro responsabilità e delle loro mansioni, visto che molti dipartimenti sono stati accorpati”.

Un’illegittimità che nascerebbe anche dall’adesione del Comune al Piano di Riequilibrio decennale, ma anche qui Le Donne getta acqua sul fuoco: “Il Comune, com’è noto, ha avviato la procedura per il Piano di Riequilibrio, la norma dice che vanno eliminate tutte le voci che sono riscontrabili nell’articolo 26 comma 3 e che quindi formano il fondo – ha continuato il Segretario generale, Le Donne – però occorre sottolineare come le somme di cui stiamo parlando riguardano il periodo tra il 2011 e il 2013, quando ancora il Comune non aveva aderito al Piano di Riequilibrio. Insomma se da una parte ci viene chiesto di mantenere il fondo per via dell’aumento delle responsabilità dei dirigenti chiamati a  gestire molti più dipartimenti, dall’altra parte ci viene detto di tagliarlo visto che abbiamo aderito al Piano di riequilibrio, ma la parte che andrebbe eliminata riguarda le mansioni momentanee, invece noi ci siamo affidati ad attività stabili, consolidate e certificate da parte dei dirigenti”.

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