Tari. Dafne Musolino replica a MessinAccomuna: «Diffondono informazioni errate»

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Il tema Tari continua a far scaldare gli animi a Messina. L’assessore Dafne Musolino replica a MessinAccomuna che, qualche giorno fa aveva diffuso un comunicato stampa in cui spiegata perchè, a parer loro, la determina del sindaco De Luca è da ritenersi nulla.

«Il sedicente Laboratorio MessinAccomuna, caratterizzato dall’assoluto anonimato dei suoi partecipanti e sottoscrittori, con un comunicato diffuso ieri 19 agosto 2021 avente ad oggetto la Determinazione Sindacale con la quale è stato approvato il Piano Tariffario TARI 2021, si lancia in speculazioni parapolitiche, diffondendo informazioni errate, affette da una evidente ignoranza degli elementari principi del diritto»  scrive in una nota l’Assessore Dafne Musolino.

«Mentre il c.d. Laboratorio civico parla di abuso di potere invoca una pretesa nullità della determina Sindacale e invita ad una sorta di azione popolare per l’impugnazione al TAR della determina, lo stesso scivola impietosamente – prosegue l’Assessore – su alcuni principi basilari del diritto, dimostrando come fare propaganda sia ben altra cosa che amministrare, e i 5 anni del ‘non governo Accorinti’ lo hanno efficacemente dimostrato a tutti. Venendo al merito della questione, secondo MessinAccomuna la Determinazione Sindacale sarebbe affetta da vizio per carenza di potere. A sostegno di tale tesi vengono richiamati alcuni stralci del parere reso in aula dal Segretario generale dei quali comprendiamo che il Comunicato si serve come ad buffet, secondo la voglia ma non secondo la ragione.

Difatti il richiamo alla Legge n. 147/2013 (art. 1 comma 683) che attribuisce al Consiglio Comunale la competenza in merito all’approvazione del piano tariffario non è applicabile al caso in esame per due ragioni: la prima è che la Sicilia vanta la potestà legislativa esclusiva in materia di ‘regime degli enti locali’ in forza dell’art. 14 dello Statuto Siciliano. La seconda ragione discende dal fatto che anche la Legge n. 147/2013, nella parte in cui trova applicazione anche per le Regioni ad autonomia differenziata, fa riferimento ai principi di coordinamento della finanza pubblica e non alle disposizioni che riguardano gli atti con funzione organizzativa-ordinamentale.
In poche parole, in Sicilia trova applicazione la ‘competenza residuale’ che attribuisce al Sindaco la competenza sull’approvazione della variazione del piano tariffario. Alcun rilievo riveste inoltre il fatto che la TARI è una tariffa e non un tributo (come la TARSU) poiché ciò che viene in rilievo non è la natura della pretesa impositiva (tariffa o tassa) ma l’attribuzione della relativa competenza in capo al Sindaco, come del resto è stato autorevolmente chiarito e ribadito nelle pronunce della Corte di Cassazione (V sezione tributaria) e del Consiglio di Giustizia Amministrativa che sono state richiamate nella stessa Determinazione Sindacale. Dunque, se anche la Determina venisse impugnata innanzi l’Autorità giudiziaria amministrativa, ciò che potrebbe essere portato all’esame del Collegio è un vizio per violazione della competenza residuale che determinerebbe, ove venisse accolta, una invalidità dell’atto e non già la dichiarazione di nullità dello stesso.

Tuttavia l’avere sottoposto l’efficacia della Determinazione Sindacale alla previa approvazione del Piano economico e Finanziario 2021 da parte di ARERA ha comunque posto prudenzialmente la Società Messina Servizi al riparo dal rischio di compiere spese che possano essere considerate non autorizzate. Da ciò deriva l’assenza di qualsiasi profilo di danno erariale e di abuso: la tariffa TARI rimane invariata fino a quando non si pronuncerà ARERA, alla quale è già stato trasmesso il PEF e tutta la documentazione di riferimento. Gli ulteriori cavillosi e contorti ragionamenti del Laboratorio anonimo denotano l’assenza di argomentazioni e la ostinata volontà di attaccare l’Amministrazione De Luca.

Abbiamo più volte ribadito che l’aumento del piano economico e finanziario è derivato dalla imposizione a carico della tariffa di alcuni costi che prima erano a carico del bilancio comunale, fatto questo che neppure il laboratorio anonimo si è permesso di contestare ma che viene tralasciato perché appunto, come ad un buffet, la pietanza (pardon, l’argomento) non piace. Il Laboratorio anonimo ancora una volta perde di vista il quadro generale arrovellandosi su questioni pretestuose: la Determinazione Sindacale di approvazione del Piano Tariffario TARI 2021 è stata ampiamente motivata e corredata dalla documentazione che ha compiutamente illustrato le ragioni del costo del servizio. Come recita un vecchio adagio: ‘dove è scritto, leggere si può’. Sull’aumento dei costi rammentiamo che costituisce un fatto notorio che in tutto il SUD Italia, pur aumentando la Raccolta Differenziata, le tariffe non sono soggette alla stessa riduzione che invece trova applicazione nel resto d’Italia. Ciò accade per la conclamata ragione, che questa Amministrazione ha denunciato per prima già in tempi non sospetti, che al SUD gli impianti pubblici di smaltimento dei rifiuti sono insufficienti e Messina, in particolare, ne è totalmente priva.

Invitiamo pertanto il Laboratorio anonimo ad approfondire le questioni di cui intende parlare, documentandosi con gli atti già depositati che dimostrano e spiegano chiaramente quale è il costo del servizio e come vengono impiegate le risorse economiche destinate alla Società in house. Non sarebbe male, infine, se anche il laboratorio anonimo ogni tanto decidesse di allargare i suoi orizzonti e si rendesse conto che il problema dei rifiuti a Messina deriva in larghissima parte dall’assoluta carenza di attività di pianificazione e programmazione a livello di governo regionale, a causa della quale tutto il sistema di gestione dei rifiuti si trova in mano ad un monopolio privato che determina – conclude il documento – costi e tariffe avverso i quali non ci risulta che il Comitato anonimo abbia mai fatto un comunicato di protesta».

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