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Scissione Movimento 5 Stelle, Zafarana fedele a Conte: «Il M5S non è morto»

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Il caos che si sta vivendo in queste ore nel Movimento 5 Stelle, dopo la scissione di Luigi Di Maio e dei suoi fedelissimi, sta avendo ripercussioni anche in Sicilia. Il primo esponente siciliano ad abbracciare il nuovo percorso annunciato dal Ministro degli Esteri è stato il deputato messinese Francesco D’Uva. La struttura regionale del partito, tuttavia, sembrerebbe ferma nel suo sostegno al capo politico Giuseppe Conte, ridimensionando – perlomeno sull’Isola – le proporzioni di questo addio che in parlamento si è tradotto nel passaggio di una sessantina di deputati al nuovo gruppo “Insieme per il Futuro”.

A parlare per il M5S Sicilia è l’onorevole regionale ed ex candidata vicesindaco di Messina, Valentina Zafarana, reduce dalla sconfitta elettorale del centrosinistra nel capoluogo peloritano, dove i pentastellati hanno fallito l’accesso al Consiglio Comunale a 4 anni dall’exploit che li rese la lista più votata in città.

La deputata regionale Zafarana contro la scissione: «Il Movimento 5 Stelle esiste e resiste»

«Quanto successo negli ultimi giorni – dichiara Zafarana – mette il Movimento 5 Stelle davanti allo specchio. Allo specchio ci si rende conto del tempo che passa, se siamo in forma, se ci si deve prendere cura di sé. Tempo ne è passato sicuramente, tante evoluzioni e cambiamenti sempre in corsa ci han messo alla prova, tante scelte hanno generato ora affidamento, ora disaffezione e scoramento in chi ci sostiene e in chi ha deciso di allontanarsi, ma siamo cresciuti insieme, confidando nel fatto che in questo “luogo politico” ci fossero sempre, come elementi cardine, la partecipazione democratica, la solida base di valori condivisi, e l’apporto significativo di temi innovativi, che il M5S per primo ha portato nel dibattito politico, elementi che hanno costituito la nostra cifra politica. E questo nessuno ce lo può togliere, neanche chi oggi va via».

La rappresentante all’ARS del Movimento 5 Stelle fuga ogni dubbio su eventuali fuoriuscite in risposta alla mossa di Di Maio: «Il gruppo regionale – spiega –, di cui faccio parte, è compatto e convinto nel proseguire il percorso con Giuseppe Conte. Abbiamo spesso riscontrato delle difficoltà nell’essere ascoltati a Roma da chi, pur avendo ruoli di governo, non ha ascoltato i territori e le loro legittime richieste come avrebbe dovuto, e questo elemento può essere utilmente rassegnato alla riflessione di tutti, per comprendere quanto sia importante rimanere radicati “a terra”, se si vuole incarnare correttamente il ruolo che i cittadini ci han messo nelle mani».

C’è, comunque, l’ammissione che qualcosa all’interno del Movimento è cambiato (non è più la principale forza in parlamento, ad esempio). «È innegabile – prosegue – che la botta sia forte, ma nel segno di quei valori che hanno dato forma all’ azione politica del M5S negli anni, andiamo avanti, con il coraggio di chi guarda negli occhi le persone e sta loro accanto, nel presente. Al nostro futuro personale penseranno gli iscritti e gli elettori a tempo debito, con le regole e le modalità che riterranno più opportune: chi oggi si è smarcato in modo così traumatico, a mio parere, ha invece pensato al proprio futuro, mascherandolo da interesse nazionale, infischiandosene di quello che sarebbe successo al M5S».

Il M5S è morto? Secondo Zafarana no: «Il Movimento Cinque Stelle non è morto, esiste e resiste, perché è impossibile vincere contro chi non si arrende mai».

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