Piattume, fantasia, giochi di parole e pose olimpioniche nei poster elettorali: quello della Amata il più discusso. E’ il variegato “circo acchiapavoto”

 

 

Elvira AmataC’è la posa ritenuta dai “maligni” sexysubliminale o il faccione alla Sordi con frasi di fiducia e sicurezza. C’è chi non guarda l’obiettivo, e chi pare felice, in tempi di crisi e di magna-magna dei contributi pubblici. Insomma con gli slogan elettorali ce n’è per tutti i gusti. E ancora da qui a tre settimane ne vedremo delle “belle”. Il premio al gioco di parole va a Cateno De Luca di Rivoluzione Siciliana che “storpia” il suo nome nella prima persona singolare del verbo “scatenare”. Così, Cateno diventa Scateno, per convincere gli isolani che “rivolterà” la Trinacria come un calzino. Ma qualcuno, con perfida ironia, di rimbalzo, gioca su altre “catene”, quelle che nel passato giudiziario dell’ex sindaco di Fiumedinisi lo hanno “costretto”. Ma in molti ci credono: Lui si Scatenerà davvero alle urne. Ma, come vedono, i maligni, la posa da scatto di Elvira Amata? L’ex assessore comunale, sul suo poster, appare chinata come fosse Usain Bolt . Lo slogan “La Sicilia riparte dalla Amata”, in molti ha fatto “scattare” la domanda: “ma quando mai è partita?”. Ma questi sono i più buoni. Perché i “contorti di mente” immaginano una posizione da Kamasutra. Ma va detto: la foto, comunque, colpisce. E questo è l’obiettivo principale.

La palma del “classico” va a Santi Formica, che a vederlo ti inchioda con occhi del tipo: “il mago di… contattatemi al numero…”. Il suo motto è “impegno 365 giorno l’anno”. Sicuro.

Il premio dell’ovvio va a Pio Amadeo, oggi all’Udc, che con un sorriso rassicurante, alla Papa Giovanni (del resto: un nome, una garanzia), lancia dei punti guida sul futuro della Sicilia. Ma di Amadeo, all’elettore, restano più i passaggi da partito a partito e quel simbolo che cambia di elezione in elezione. Oggi è scudocrociato. In pratica: un Pio pellegrino. Nino Germanà punta al pubblico femminile mettendo in scena i suoi occhi azzurri. Sembra voler dire “guardate qui che bel ragazzo…”. Basteranno per scendere da Roma a Palermo? Giovanni Ardizzone, dell’Udc, è più serio del previsto: “Il voto libero, Perché la Sicilia sei tu”. Il democristiano non pensa alla propria immagine ma al testo, per convincere i siciliani. Perché lui il voto lo merita per convinzione, non per clientelismo. L’ex sindaco Buzzanca non fa l’uomo copertina ma descrive quanto fatto. Su Facebook volano insulti al suo indirizzo. Per i simpatizzanti è il “Berlusconi messinese”: una vittima oggetto di attacchi continui. Che gaffe la foto di Graziella Campagna senza chiedere il permesso. Sono arrivate le scuse, ma a molti non bastano.

Gli amanti della comunicazione danno bei voti a Gianfranco Micciché, fuori obiettivo, maniche arrotolate, in posa da confronto. Roberto Corona se la ride con il suo “Insieme per una buona politica”. Riderà ancora per poco visto che pare “fuori” dalla tornata elettorale per ordine, a quanto sembra, di Rocco Crimi. E la Buona Politica, poi, cozza con i guai giudiziari dell’ex di Confcommercio. Carmelo Briguglio punta al detto “In prima persona”. E quel detto ha creato il fuggi fuggi, come dire “prima e unica”. L’altro Briguglio, il sindaco di Scaletta, di nome Mario, mette al primo posto la sicurezza del territorio ( lui che amministra quel pezzo di terra devastato dall’alluvione del 1 ottobre 2009) e il pizzo da caporal maggiore. Ci sarà molto da convincere. E questi sono solo i primi slogan.

 

 

 

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