L’amministrazione apre ai “morosi incolpevoli”. Gazebo smontato dopo 24 ore

protesta_morosi_incolpevoliDopo le promesse dell’amministrazione, i morosi incolpevoli hanno smontato il gazebo installato a Palazzo Zanca, interrompendo il presidio durato ben 24 ore. Ieri mattina 12 famiglie a rischio sfratto, supportate dall’Unione Inquilini, avevano occupato il primo piano del Municipio sollecitando la giunta a bussare alla porta della Regione per sbloccare i  fondi che  garantirebbero la possibilità di avere un alloggio, così come prevede il primo bando per la morosità incolpevole.

I manifestanti avevano chiesto un colloquio con il sindaco Accorinti, il segretario Le Donne e gli assessori  Pino, Mantineo e Signorino.  L’incontro è avvenuto questa mattina tuttavia, nel breve termine si proseguirà sulla strada già tracciata. Accorinti chiederà al Prefetto di dilazionare i tempi dello sfratto, affinché si adottino i provvedimenti per uscire dall’emergenza. In poche parole, si continuerà a temporeggiare così come avviene da diversi mesi.

Scongiurato, almeno per il momento, il rischio sfratto per 12 famiglie, rimane da sciogliere il nodo relativo ai fondi. Il vicesindaco Guido Signorino ha promesso l’inserimento dei 50mila euro nel prossimo bilancio, cifra che il Comune aveva stanziato e mai utilizzato per garantire una boccata d’ossigeno ai morosi incolpevoli.

L’Unione Inquilini aveva più volte manifestato la propria perplessità sulle discutibili limitazioni previste dalla Regione. In particolare, la struttura del bando regionale lasciava fuori numerose  famiglie a rischio sfratto. L’assessore alle Politiche Sociali Mantineo avvierà un dialogo con Palermo affinché si possa modificare l’attuale bando, lo farà con l’ausilio dell’Anci. Inoltre. lo stesso  Comune si impegnerà a individuare gli immobili da destinare alle famiglie in difficoltà. Tuttavia, Palazzo Zanca potrà assicurare solo piccoli interventi di manutenzione per rendere vivibili alloggi in stato d’abbandono. In merito all’autorecupero, previsto dalla  bozza di regolamento dell’uso dei beni patrimoniali, la Regione deve dettare le linee guida dal punto di vista normativo.

 

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