Fusione Piemonte – Neurolesi. Partito comunista: “Assolutamente no”

Ospedale PiemonteSi continua a parlare dell’ospedale Piemonte e si continua a parlare dei favorevoli e dei contrari all’ipotesi di “fusione” con l’Irccs Neurolesi.

Diversi i pareri, diverse le posizioni.

E’ netta quella del Partito comunista dei lavoratori che “si schiera con fermezza e decisione contro la fusione Neurolesi-Piemonte, un’operazione atta a tutelare i soliti interessi nella sanità da parte della politica borghese, che, come tristemente spesso accade, non tiene conto delle centinaia di lavoratori coinvolti in questa vicenda”, questo dichiarano Francesco Bitto e Giacomo Di Leo, per il coordinamento provinciale del Pcl.

“In questi giorni – continuano Bitto e Di Leo – si è infatti assistito al solito teatrino tra il Pd e l’Udc, ora in polemica politica riguardo la tanto discussa fusione che dovrebbe riguardare il centro Neurolesi e l’ospedale Piemonte. E mentre i dipendenti coinvolti vivono ormai da mesi nella più totale incertezza riguardo il loro posto di lavoro ed il loro futuro, nei palazzi del potere messinesi e palermitani la politica finge di schierarsi, in un patetico turbinio di interessi ora da difendere ora da attaccare, ma nel costante disinteresse nei confronti delle difficoltà dei lavoratori e nel totale allineamento alla Giunta regionale Crocetta come nel caso dell’amministrazione Accorinti, ma questo non è una novità”.

“Per l’on. Picciolo (Pdr) la fusione dell’ospedale Piemonte ‘è una delle poche grandi opportunità di crescita della sanità e dell’economia di Messina’ …incredibile ma vero – commentano Bitto e Di Leo-. La verità è che, anche alla luce delle notizie di cronaca degli ultimi giorni, appare sempre più evidente l’intento, da parte della giunta regionale, di mettere pesantemente le mani sulla sanità, ed è la conferma del disagio che ha indotto Lucia Borsellino a dimettersi per le pressioni affaristiche e lottizzatorie (come si evince dalle denunce della stessa Borsellino) che costantemente riceveva”.

“Siamo insomma costretti ad assistere – accusano senza mezzi termini – all’ennesimo tentativo, da parte dei gruppi dominanti regionali e dei loro rappresentanti politici,di infiltrarsi pesantemente nella sanità regionale, da sempre un settore strategico per la creazione del consenso e del business”.

“Questo sciacallaggio, però, viene fatto come sempre sulle carni vive dei lavoratori, vittime dei giochi di palazzo ed ancora oggi incerti sul loro futuro. Il partito comunista dei lavoratori è loro vicino – concludono Bitto e Di Leo – e rifiuta qualsiasi strumentalizzazione e qualsiasi losco tranello da parte dei gruppi dominanti locali, regionali e dei loro rappresentanti politici”.

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