Alessandro Tinaglia (Reset): «Le parti sociali riflettano seriamente sulle soluzioni alla crisi»

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373499 231794523547793 1316096414 n«Negli ultimi giorni abbiamo assistito, attoniti, a una serie di eventi che ci eravamo augurati venissero scongiurati e rispetto ai quali ci eravamo resi disponibili anche a contributi tecnici e, qualora condivisi, anche ad un sostegno politico», dichiara Tinaglia. Uno di questi episodi riguarda l’aumento dell’IMU: «La città e i Messinesi sono allo stremo e la Commissione Consiliare decide di approvare la proposta del Commissario Luigi Croce di elevare, al massimo  consentito, l’aliquota IMU per la prima casa. Dissentiamo da questa iniziativa e invitiamo il Consiglio Comunale a emendare tale proposta, portando l’IMU per la prima casa all’aliquota dello 0,4%. Se il Comune ha sforato il Patto di stabilità, non è giusto far pagare ai cittadini le inefficienze amministrative e burocratiche degli organi preposti. Queste somme ― dice Tinaglia ― potrebbero essere recuperate in altro modo: col taglio del 30%  delle indennità di funzione di Sindaci, Assessori e Commissari e dei gettoni di presenza dei Consiglieri Comunali, Circoscrizionali e dei componenti i Consigli di Amministrazione di Aziende e Società partecipate; con la Soppressione dell’indennità di risultato e riduzione al minimo dell’indennità di posizione. Inoltre il 31 ottobre scade il termine per l’approvazione del bilancio di previsione 2012. A nostro avviso la dichiarazione di dissesto è ancora evitabile, anche perché in pochi hanno compreso che così, come potrebbe accadere per l’IMU, sarebbero ancora i cittadini messinesi a pagare. La situazione finanziaria del Comune di Messina, quindi, è certamente allarmante ma non in maniera irrimediabile». Inoltre continua :«In un contesto incredibilmente complesso e teso l’amministrazione Comunale sceglie, su indicazioni della precedente giunta, di alienare l’edificio dei “Magazzini Generali”. Partendo dal presupposto che l’area in oggetto ha grande qualità e deve mantenere la destinazione d’uso che il PRG le aveva assegnato (Servizi). La scelta del Comune, anche se a quanto pare “regolare” dal punto di vista procedurale, lascia perplessi per tre ordini di motivi: il Piano di Alienazione avrebbe senso se il cambio di destinazione d’uso degli immobili di proprietà garantisse una “monetizzazione” per far fronte ai debiti in tempi rapidi. Nella fattispecie se qualcuno ha ottenuto un vantaggio è senza dubbio il privato non certo l’Amministrazione. La stessa posizione dell’edificio si presterebbe alla trasformazione in luogo di servizi ai turisti e alla una fruizione pubblica». Tra gli altri problemi che assillano la città vi è anche quello della vertenza Caronte & Tourist :«Da Messinesi, ci sentiamo offesi dall’atteggiamento di un’azienda che, ricca grazie alla posizione geografica della città e dopo aver aumentato i prezzi dei biglietti di oltre il 30% senza far differenza tra i “messinesi” e gli altri, non tiene conto della situazione generale dell’economia locale e delle famiglie collegate al reddito di cui non vorrebbero più farsi carico». «È assurdo ― conclude Alessandro Tinaglia del movimento Reset ― ma c’è qualcuno che ancora non ha chiaro come la tensione sociale in città sia ai massimi storici. Reset invita la Cisl, che lo aveva proposto, e tutte le parti sociali e sane della città a stare uniti, ragionando responsabilmente sulle questioni e sulle possibili soluzioni con assoluta onestà intellettuale».

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