PalaGiustizia bis, Adamo ad Accorinti: “Non c’è più tempo da perdere”

Piero AdamoIl secondo Palazzo di Giustizia verrà realizzato nei locali dell’ex ospedale Militare. E’ quanto emerso dal tavolo romano di due settimane fa a cui ha partecipato l’assessore ai Lavori Pubblici Sergio De Cola, il direttore generale delle risorse materiali e delle tecnologie del ministero della Giustizia Antonio Mungo ed il generale di divisione Antonio Caporotundo. Grazie ad un emendamento sulla legge di stabilità, Messina potrà sfruttare i 17 milioni di euro già stanziati per realizzare un’opera che la città attende da decenni.

Intanto, il consigliere comunale Piero Adamo sposta l’attenzione su un altro tassello del sistema giustizia: il “Centro di Prima Accoglienza” presso il Tribunale per i Minorenni che sarà trasferito a Catania. “Questa città, purtroppo, nel tentativo, o con la scusa, di trovare la soluzione migliore possibile da oltre vent’anni non è riuscita neanche a partorire una soluzione sufficientemente apprezzabile. In questi anni si è adoperato il criterio del non fare per fare meglio con buona pace degli sprechi di denaro pubblico, delle lobby (quelle vere!) e dei disagi di chi opera nel “pianeta giustizia”.

Circa un anno fa – spiega Adamo –  scrivevo che la soluzione “Ospedale Militare”, seppur interessante, non sembrava di “immediata realizzazione” comportando iter amministrativi lunghi e complessi e che ogni mese di trattative, di riflessione e di valutazione costa alla Comunità € 155.978,635 di soldi pubblici. Oggi non scrivo per polemizzare né per criticare, pur potendolo fare visto l’evolversi della vicenda, ma solo per evidenziare che mentre noi discutiamo con il Ministero della Difesa per l’assegnazione delle aree, al Ministero della Giustizia prosegue il percorso di smantellamento del sistema giustizia in riva allo Stretto.

Al consigliere  sembra quindi necessario, oltre alla costante azione dissuasiva rispetto alla ipotesi di “soppressione della Corte d’Appello”, porre in essere un fatto concretoche faccia apparire come antieconomico e sconveniente proseguire nel disegno di soppressione: la costruzione del secondo Palagiustizia appunto.”In questo momento, infatti, non spendere il cospicuo finanziamento nelle casse del Ministero pone la città nella scomoda posizione per la quale sopprimendo la nostra Corte d’Appello si avrebbe un duplice vantaggio: abbattere dei costi (così dicono i fan della c.d. spending review) e liberare notevoli somme da dirottare su altre città (Catania?)”.

Adamo si rivolge dunque al Sindaco Accorinti: “Siamo in “posizione di tiro” viri prima che sia troppo tardi. Scelga una delle soluzioni indicate in questi anni che sia cantierabile nel giro di qualche mese, non perda altro tempo nella ricerca di quella che lei ritiene la migliore soluzione in assoluto, presto potrebbe essere tutto inutile e non ce lo possiamo permettere”.

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