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Coronavirus. Laimo: «Riaprire (in sicurezza) prima che non ci sia più nulla da riaprire»

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Troppe attività economiche sono già chiuse o sull’orlo della chiusura. A lanciare l’allarme è il consigliere della V Circoscrizione Franco Laimo che, in una nota inviata al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ed al sindaco di Messina Cateno De Luca, chiede una riapertura in sicurezza e pone l’attenzione sugli effetti psicologici che la pandemia coronavirus sta avendo sulle persone.

Test sierologici a disposizione di tutti, tamponi a tappeto (su base volontaria) all’interno delle scuole, un’incentivazione dell’uso delle mascherine FFP2 al posto di quelle di stoffa: sono queste, per il consigliere Franco Laimo, alcune delle possibili misure di sicurezza da adottare per garantire una riapertura in sicurezza a fronte di un’epidemia che continua a imperversare.

Una crisi sanitaria, economica e psicologica

«Il Covid-19 – scrive Laimo – non si può estirpare dalle nostre vite se non grazie alla vaccinazione di massa o screening a tappeto, e pertanto non ci resta che conviverci con tutte quelle misure precauzionali possibili messe a disposizione per la collettività, (mantenendo per i trasgressori sanzioni pesantissime), fino a quando non si raggiungerà un’immunità di gregge (attraverso sia il piano vaccinale che immunizzazione naturale) che interromperà la catena di contagio. È chiaro che è dunque impensabile gestire tale situazione sanitaria isolando tutti i cittadini all’interno delle proprie abitazioni ancora e ancora, in quanto l’uomo per natura è un “animale sociale”, e da non sottovalutare poi la situazione lavoro che ormai va di pari passo con la gravità del virus, rischiando un collasso socio-economico».

A preoccupare il consigliere della V Municipalità sono, da un lato, i risvolti economici della pandemia, dall’altro quelli psicologici. Dal punto di vista del lavoro, sottolinea: «Si è ormai ad un punto di non ritorno, economicamente parlando, per tutte le attività commerciali ed imprenditoriali della Città di Messina, molte delle quali hanno chiuso definitivamente battenti o non hanno visto gli aiuti economici sperati o ancora peggio rischiano di cadere nelle grinfie di strozzini o della criminalità organizzata (ricordiamo tra l’altro che non sono stati varati i nuovi aiuti economici previsti dal governo Nazionale ed ancora le ulteriori 18 settimane di Cassa Integrazione 2021 non sono state decretate)».

Non vanno però sottovalutati, aggiunge Laimo, gli effetti che la pandemia e le chiusure stanno avendo sulle persone, adulti, bambini e ragazzi, da un punto di vista psicologico: «Bisogna accendere un faro sulla questione psicologica – evidenzia – che sta recando gravissimi, estremi e  quasi incurabili problemi di salute mentale, una sorta di “psicopandemia”, che deriva da una drammatica miscela di ansia, paura, depressione, lasciando cicatrici profonde che deturpano e deteriorano la propria identità umana e sociale».

«Non di meno – aggiunge –, all’interno di tutta questa situazione “covidiana”, è il diritto negato dell’infanzia e dell’adolescenza nella vita quotidiana e scolastica. La situazione – conclude – è allarmante; ecco perché urge tornare immediatamente a vivere la nostra normalità».

Che fare, dunque? «Riaprire in sicurezza»

Di fronte a questa situazione, la soluzione per il consigliere Franco Laimo è quella di riaprire, ma nella massima sicurezza possibile, attuando dei correttivi a quanto si è fatto finora.

Secondo il consigliere, per “convivere con il virus” finché sarà necessario: «Occorre fornire e garantire a tutti test rapidi sierologici, ovvero quei test facilmente da utilizzare utili a comprendere se si è venuti in contatto con il virus o si è positivi; puntare ancora sulla velocizzazione e sul potenziamento del piano vaccinale ed incentivare l’esclusivo utilizzo di mascherine FFP2 e non quelle di stoffa che mal proteggono se stessi e gli altri; sanzionare pesantemente i trasgressori che non rispettano le regole e coloro che pur sapendo di essere positivi al covid-19 escono dalla propria abitazione propagando e diffondendo il virus».

Per quel che riguarda le scuole, secondo il consigliere Franco Laimo, a fronte della scarsa adesione alla campagna di screening promossa dal Comune, dalla Città Metropolitana e dall’Asp di Messina, la soluzione potrebbe essere quella di effettuare i tamponi direttamente all’interno degli istituti scolastici: «Naturalmente – sottolinea – mantenendo la base volontaria». Tale soluzione, specifica: «Rappresenterebbe sicuramente un incentivo maggiore di adesione per personale scolastico, studenti e familiari di questi ultimi; fatica sprecata difatti ad opera del personale sanitario che ha visto in questi giorni poche adesioni rispetto alla grande sfera di oltre 30 mila studenti (escluso i familiari)».

«Infine – conclude Franco Laimo –, dunque, potenziare l’intero Sistema Sanitario Locale senza distruggere quel poco di economia locale rimasta: diritto alla salute e diritto al lavoro devono coesistere, pertanto il diritto alla salute non può uccidere quello al lavoro. Bisogna dunque fare la guerra al virus e non alla libertà personale ed alla vita stessa».

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