Servizi a domanda individuale, maxi sanzione per il Comune. Mantineo: “Legge troppo rigida”

palazzo zanca2Il Comune di Messina ha incassato una pesante sanzione di quasi 2milioni e 400mila euro notificata dal Prefetto per conto del Ministero dell’Interno. L’amministrazione comunale non ha infatti rispettato la copertura dei costi per i servizi a domanda individuale. In tali servizi rientrano gli asili nido, gli impianti sportivi, l’assistenza, il trasporto degli alunni, interventi di disinfestazione e mense scolastiche. Ogni servizio prevede un costo che il Comune è chiamato a coprire almeno per il 36 % tramite il contributo dei cittadini che ne usufruiscono.

Nel 2014 l’amministrazione non ha rispettato la soglia minima del 36%, limitandosi a una copertura tariffaria del 13,9 %. Ed ecco che scatta la sanzione che si tradurrà in una riduzione del contributo statale.

mantineoSulla vicenda interviene l’assessore ai Servizi Sociali Nino Mantineo. “Dispiace per la sanzione, sapevamo di questo rischio. Stiamo parlando di servizi che rispondono a fini sociali come gli asili o l’assistenza agli anziani. Riscuotere il 36% significherebbe richiedere alla cittadinanza, già afflitta da difficoltà economiche, di aumentare il contributo per usufruire del servizio. L’attuale normativa andrebbe rivista, in un momento così complicato andrebbe diminuito il limite imposto dalla legge o quantomeno incassare cifre maggiori da altre categorie di servizi che non riguardano l’ambito prettamente sociale. Stiamo valutando tutte le possibilità, registriamo intanto una situazione che ci obbliga ad adottare delle tariffe insostenibili. Ad esempio – continua Mantineo – il costo degli asili nido è di 1 milione e 100mila euro ma l’anno scorso abbiamo incassato solo 8mila euro. Bisognerebbe abbassare le tariffe almeno per i servizi rivolti alle classi più disagiate”.

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