Liquidazione ATM. Il PD risponde a muso duro alle accuse di Cateno De Luca

i membri del pd in consiglio comunale rispondono alle accuse di cateno de luca sulla liquidazione di atm«Il Consiglio Comunale non ha alcuna responsabilità nel ritardo della liquidazione di ATM». È questo quanto affermato stamattina dagli esponenti del gruppo del PD messinese Felice Calabrò, Antonella Russo, Libero Gioveni e Gaetano Gennaro e da Alessandro Russo di LiberaMe. I consiglieri hanno risposto per le rime alle accuse del sindaco di Messina Cateno De Luca nelle scorse ore, accusandolo di fare “terrorismo psicologico”.

Ma facciamo un passo indietro. Domenica il Primo Cittadino ha dichiarato dopo un tavolo tecnico riguardante la liquidazione di ATM e la messa in moto della nuova spa, che la colpa dei ritardi (e il conseguente mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti dell’Azienda) sarebbe da imputare, tra gli altri, al Consiglio Comunale. Già nel pomeriggio di ieri il presidente Claudio Cardileripercorrendo tutti i passi in ordine cronologico, aveva smentito le parole di De Luca. Oggi è stato il turno degli esponenti del PD che hanno sostanzialmente confermato la versione dei fatti offerta da Cardile.

«Il ragioniere Picciolo – esordisce Felice Calabrò – dice di aver presentato il 4 novembre (protocollato il 5) il piano di liquidazione di ATM e sostiene che noi, non avendo esitato la delibera entro il 30 novembre, avremmo causato un danno ai dipendenti. Cari lavoratori, noi non c’entriamo nulla».

«Fino all’11 novembre – spiega – questo piano era in dubbio perché non si sapeva se ci volesse il parere dei revisori dei conti di ATM oppure no. L’ufficio del ragioniere generale dice di non poter esitare il piano perché manca il parere dei revisori. Il ragioniere Picciolo risponde e specifica che, a parer suo, sul piano di liquidazione questo passaggio non è necessario. L’ufficio accetta quest’interpretazione e chiede ai liquidatori di riformulare il piano».

«Il piano di liquidazione così modificato – continua – viene poi inviato all’ufficio il 21 novembre. Quindi, sostanzialmente, si ricomincia. Il 29 novembre alle 13.19 la proposta di delibera (che è l’atto su cui il Consiglio Comunale si può esprimere), viene mandata ai revisori dei conti del Comune di Messina. Questi però abitano fuori città, non ci sono mai. È difficile pensare che sabato 30 e domenica 1 si mettessero a lavorare per noi. Hanno avuto queste carte lunedì 2 dicembre, ieri. Però il ragioniere Picciolo dice che avremmo dovuto pronunciarci entro il 30 novembre. Come avremmo potuto?».

«Non avevamo le carte su cui lavorare – conclude Calabrò prima di fare una precisazione. È vero che il piano di liquidazione non necessita del parere dei revisori dei conti di ATM, ma tutti gli atti preparatori e lo stesso piano devono essere sottoposti al loro controllo».

A rincarare la dose è stata la consigliera Antonella Russo che ha sottolineato come, invece, loro stessi avrebbero fatto fretta al sindaco De Luca affinché la delibera sul piano di liquidazione approdasse presto in Consiglio Comunale: «Con una delibera presentata il 30 maggio – ha spiegato – chiedevamo la nomina dei commissario, la redazione di un piano di liquidazione e la presentazione di tutta la documentazione necessaria al vaglio del Consiglio. Noi come Partito Democratico abbiamo sempre attenzionato la procedura. Fino al 4 novembre non c’è traccia del piano di liquidazione».

«Se non fosse tragica la situazione sarebbe comica, è tragicomica – rimarca Antonella Russo. Abbiamo detto noi al Sindaco di sbrigarsi. Il 30 settembre abbiamo dovuto redigere un emendamento perché Cateno De Luca ci ha chiesto più tempo. È una bugia dire che siamo noi a ritardare la liquidazione di ATM. Il piano senza pareri – ha concluso – non è una delibera, non lo possiamo votare».

Se Antonella Russo ha espresso perplessità riguardo al comportamento del Primo Cittadino, Alessandro Russo ha sottolineato come secondo lui tutto questa non sarebbe altro che una mossa mediatica finalizzata a creare lo stesso clima di ansia e premura che ha caratterizzato la votazione del Salva Messina. «Cerca di offrire una visione del disastro alla città, creando un clima di terrorismo psicologico per fare pressioni sul Consiglio Comunale» ha commentato.

A chiudere il cerchio è stato Gaetano Gennaro, capogruppo PD al Consiglio Comunale che chiarito quale sia, secondo lui, il “piano” sul lungo termine di De Luca, vale a dire: «Gestire la città attraverso le società partecipate, prima attraverso quelle attualmente presenti, poi creandone anche altre».

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