Sovraffollamento di bare anche nei cimiteri suburbani. Richiesti ampliamenti

tn Gran CamposantoE nei giorni in cui si commemorano i defunti, si torna a parlare delle condizioni critiche che persistono al Gran Camposanto. Criticità che, per la propensione a voler  tumulare i propri cari nei cimiteri suburbani, cominciano a farsi sentire anche nei camposanti di periferia.  I problemi del centrale si conoscono già e sono tanti: sovraffollamento di bare al deposito, lunghi  tempi di permanenza dei feretri all’interno del deposito e conseguenti condizioni igienico-sanitarie precarie.

Ma l’ “emergenza sovraffollamento” si è estesa anche al cimitero di Cumia. A denunciare tale situazione sono il consigliere comunale Claudio Cardile e i consiglieri delle III circoscrizione, Antonino Sciutteri e Antonino Trino, che  insistono sull’ampliamento dei cimiteri suburbani.

«Nella scorsa legislatura — scrivono i tre in una nota — è stato realizzato al cimitero di Cumia Superiore un cellario a parete per  20 posti complessivi. Gli stessi sono già saturi di bare, nonostante il breve lasso di tempo trascorso dal collaudo della struttura, e almeno il 50% dei nuovi posti realizzati a Cumia è stato occupato da defunti provenienti dai villaggi vicini (in particolare Bordonaro)».

«Considerata  la propensione dei residenti delle periferie a voler  tumulare i propri cari nei cimiteri suburbani e considerato  che al cimitero di Cumia è di nuovo “emergenza loculi”» i tre consiglieri chiedono che vengano utilizzati gli ampi spazi che circondano numerosi cimiteri suburbani, spesso incolti e in stato d’abbandono e sfruttati per realizzare nuovi loculi. «Per i costi da sostenere per l’ampliamento — specificano Cardile, Sciutteri e Trino — rientrerebbero rapidamente con la vendita dei loculi stessi».

Pertanto, la richiesta avanzata all’Amministrazione è quella di sapere se i programmi futuri prevedano l’ampliamento dei cimiteri suburbani per agevolare il decongestionamento del deposito del Gran Camposanto e una più rapida sepoltura delle salme.

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