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Servizi Sociali. Il “decalogo” di Gioveni per il neo-assessore Santisi

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Il nuovo assessore ai Servizi Sociali, Antonina Santisi, dovrà prendere le redini di un settore che certo non gode di buona salute. Per far ciò potrà contare anche sul decalogo stilato dal consigliere comunale Udc, Libero Gioveni.

“Nell’esprimere soddisfazione per la tanto auspicata “svolta” (almeno nelle intenzioni) data dal sindaco Accorinti al delicatissimo settore dei servizi sociali con la nomina del neo assessore Antonina Santisi – scrive Gioveni in una nota destinata alla stampa -, mi preme evidenziare una serie di punti, proposte e criticità (molte delle quali già esposte all’ex Mantineo ma quasi mai da lui attenzionate) che mi riserverò di sottoporre al nuovo esponente di giunta alla prima seduta utile della Commissione servizi sociali nella quale sarà invitata e ascoltata”.

E quindi elenca quella che, a suo avviso sono le priorità con cui il nuovo Assessore dovrà fare i conti. Lo riportiamo di seguito.

“1) istituire un “ufficio speciale asili nido” composto da tecnici, funzionari e amministrativi che, facendo tesoro anche delle recenti e scandalose disattenzioni che hanno fatto perdere un “treno di risorse” al Comune, riescano a monitorare meglio le opportunità di sviluppo nel settore e ad avviare quelle progettualità che consentano di farsi trovare preparati nell’intercettare risorse per la realizzazione di nuove strutture;

2) rispolverare il vecchio progetto per la realizzazione di un nuovo asilo nido di 60 posti in via La Farina, il cui iter già avviato qualche anno fa con l’assessorato regionale alla famiglia è rimasto fermo al palo;

3) “blindare” i tanto decantati fondi PAC rispettando scrupolosamente le condizioni dettate dal Ministero al fine di poter potenziare gli asili nido di Camaro e San Licandro portandoli entrambi a 60 posti;

4) imporsi politicamente con la Regione per il definitivo avvio dei cantieri di servizio, attesi ormai da 2 anni da circa 800 disoccupati messinesi utilmente collocati nelle graduatorie e a cui si darebbe una buona boccata d’ossigeno; 4) avviare definitivamente l’iter per il rilascio delle tessere gratuite ATM agli aventi diritto (invalidi civili, del lavoro e per servizio);

5) formulare al Ministero del Lavoro un quesito ufficiale col quale si chiarisca e si chieda la concessione, anche per la città di Messina, della nuova “social card” che consentirebbe a tante famiglie in difficoltà di ricevere per 12 mesi un sussidio mensile compreso fra le 231 e le 404 euro;

6) riconoscere nella preziosa figura del Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza la giusta professionalità e quell’importante ruolo di collaborazione e di coordinamento che finora è stato sempre snobbato;

7) potenziare l’organico delle assistenti sociali del Comune attraverso una mobilità interna rivolta a quel personale comunale in possesso dei necessari titoli e requisiti ovvero, in subordine, agevolare il loro compito supportandole con l’ausilio di altro personale;

8) insistere verso una vera riforma nel settore attraverso una gestione diretta dei servizi sociali che dica addio al sistema (spesso clientelare) delle cooperative;

9) costituire in tutte le Circoscrizioni i segretariati sociali o gli sportelli di mediazione familiare;

10) agevolare, di concerto con l’assessore al Patrimonio, la concessione di locali a quelle associazioni di volontariato che operano fattivamente sul territorio nei confronti delle categorie svantaggiate (il recente e scandaloso esempio dell’Anffas deve servire da sprone)”.

“Questo decalogo per il neo assessore Santisi – chiarisce Gioveni – è solo una parte di ciò che servirebbe a dare “nuova linfa” al fragile settore dei servizi sociali nella nostra città, ma se la dirigente dell’Asp voluta dal sindaco (e dal fido Conti Nibali) in questa seconda metà della legislatura riuscisse a portare a compimento solo la metà di questi umili suggerimenti che il sottoscritto ha voluto focalizzare – conclude -, sarebbe già, con i tempi che corrono, una conquista oltre che, non lo si può nascondere, una conferma del fallimentare ruolo politico esercitato fino ad oggi dal
buon Mantineo”.

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