Secondo Palazzo di Giustizia: il Consiglio Comunale boccia immobile via Bonino e delibera valutazione delle offerte

consiglio-comunaleTutto da rifare per il Secondo Palazzo di Giustizia. L’aula del Consiglio comunale, al termine di una seduta che si è conclusa nelle prime ore del pomeriggio, ha approvato con 16 voti favorevoli, nessun contrario e 5 astenuti, la delibera sul procedimento per l’acquisto dell’immobile da destinare a secondo palazzo di Giustizia e l’approvazione degli atti della commissione giudicatrice per la selezione delle offerte a vendere di uno o più fabbricati da destinare ad uffici giudiziari. Niente assegnazione dell’immobile di via Bonino della Gmc, ma nuova valutazione di tutte le offerte. L’esame della delibera era stato completato ieri, nella seduta con il voto sugli emendamenti ed i subemendamenti, e stamani, dopo le dichiarazioni di voto, è stato anche respinto, con 6 voti a favore, 8 contrari e 6 astenuti, un ordine del giorno che avrebbe impegnato il commissario straordinario del Comune “nel caso in cui, dal riesame delle offerte pervenute nei termini previsti dall’invito ad offrire del dipartimento patrimonio, nessuna ditta partecipante risultasse in regola con i requisiti richiesti, anche alla luce del comma b dell’art. 1 dello stesso invito, a porre in essere tutte le iniziative di sua competenza affinché si acceleri e concretizzi l’iter procedimentale già avviato per la costruzione del secondo palazzo di Giustizia nell’area attigua a palazzo Piacentini, nonché ad effettuare le opportune revoche”. L’aula ha poi proseguito l’attività deliberativa, incardinando l’atto di indirizzo con le direttive per il piano di riequilibrio finanziario pluriennale, art. 243 bis del T.U.E.L., come modificato con D.L. 174 del 10 ottobre 2012. Con quella delibera si era dato incarico all’Area economica Finanziaria di redigere, entro quarantacinque giorni, il piano di riequilibrio finanziario ai sensi dell’art. 243 bis del T.U.E.L., secondo gli indirizzi del Consiglio comunale e del Commissario. Il piano predisposto dall’Area è stato integrato il 27 gennaio, con gli indirizzi del Commissario Croce, per quanto riguarda la misura correttiva relativa al contratto di servizio dell’AMAM, ed il 28 gennaio, accluso alla proposta di deliberazione, è stato trasmesso al Consiglio per l’esame d’Aula ed al Collegio dei Revisori, per il parere di competenza che è stato già dato positivamente. Il piano prevede complessivamente risorse da realizzarsi attraverso misure correttive, nell’arco temporale di un decennio, per euro 438.509.611,25, a fronte di impieghi per euro 392.434.481,09 determinando un risultato di bilancio atteso di euro 46.075.130,16. Le risorse previste dal piano prevedono maggiori entrate tributarie quali l’incremento dell’aliquota IMU e l’introduzione della Tares. L’Imu applicata nel 2012 ha determinato maggiori entrate per oltre 5 milioni di euro rispetto alla previsione sottostimata; nel piano è stata prevista una maggiore entrata di 21 milioni 330 mila 040,00 euro, da realizzarsi nei primi 5 anni. La regolamentazione della Tares, determinerà una maggiore entrata nel decennio di euro 94.800.000,00, se si considera la totale copertura dei costi del servizio di igiene ambientale, incrementati di circa il 29% a copertura degli altri servizi garantiti dall’Ente. Per i servizi pubblici a domanda individuale è stata prevista una maggiore entrata di euro 35.605.000,00, applicando il tasso di copertura dei servizi nella misura del 36%. Per la riduzione del costo del personale è stata invece prevista una minore spesa da realizzarsi nel decennio, di 25.584.917,25 euro, a fronte di 732 dipendenti che saranno collocati a riposo per vecchiaia; mentre il turn over verrà assicurato con le economie che si realizzeranno per i collocamenti a riposo per anzianità. Sono stati previsti inoltre minori costi per fitti passivi per euro 1.150.000,00; la riduzione di costi dei servizi del 10 per cento (misure obbligatorie per legge) per euro 58.430.000,00; minori spese per ammortamento mutui che cesseranno nel decennio per euro 12.709.654,00; l’alienazione di immobili, oltre alla dismissione della Caserma dei Vigili del Fuoco, per la quale si è in attesa dell’atto autorizzatorio finale da parte del Ministero dell’Interno, su disposizione del commissario Croce, dovrà essere elaborato un nuovo piano di dismissioni peraltro previsto dalla normativa concernente l’accesso al fondo di rotazione. L’ultima misura riguarda il contratto di servizio con l’Amam S.p.A., che dovrà versare al Comune un canone annuo di 15 milioni di euro per la concessione in uso delle reti, degli impianti e di altre dotazioni patrimoniali strumentali alla gestione del servizio idrico integrato. Solo per il 2013 è stato considerato l’importo di 10 milioni di euro, in quanto si ritiene che il contratto possa avere decorrenza dal 1° maggio 2013. Per quanto riguarda invece gli impieghi sono stati previsti un fondo svalutazione crediti a fronte dei residui più vecchi che vengono mantenuti in bilancio di euro 53.453.000,00; minori trasferimenti erariali per euro 68.981.552,00; debiti fuori bilancio per euro 74.854.712,00; debiti fuori bilancio da partecipate per euro 3.467.664,00; debiti fuori bilancio nei confronti della Regione per l’ATO di euro 29.677.553,09; debiti fuori bilancio potenziali: nei confronti dell’Atm sono stati previsti accantonamenti da determinare a seguito della procedura di liquidazione per euro 40.000.000,00; generici accantonamenti, sempre per debiti potenziali, per l’ammontare nel decennio di euro 120.000.000,00. In ultimo è stato previsto il disavanzo d’amministrazione dell’esercizio 2011, per le quote riferite agli anni 2013 e 2014, rispettivamente di un milione ciascuna. I lavori del Consiglio sono stati infine aggiornati a lunedì 11, alle ore 10.30.

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