Scuola “Leopardi”, domani giorno decisivo ma i genitori restano sul piede di guerra

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Dopo due giorni di incontri, di confronti nella sala del consiglio comunale, di vertici in Prefettura e di continui contatti telefonici, il futuro degli alunni della scuola “Giacomo Leopardi” è ancora tutto da scrivere. Lunedì i 440 piccoli studenti della scuola di Minissale torneranno tra i banchi di scuola, ma ancora non si sa in quale plesso.

Ieri sera era rimasta in piedi l’ipotesi di una momentanea riapertura dei locali della “Leopardi”, magari grazie ad un atto di forza del sindaco Renato Accorinti, pronto a scavalcare l’atto emesso il 22 novembre scorso dall’Ufficio dell’Ispettorato del Lavoro guidato da Gaetano Sciacca, che aveva messo i lucchetti alla scuola giudicata inagibile per motivi di sicurezza.

Gli stessi genitori degli alunni e buona parte dei consiglieri comunali, hanno chiesto al sindaco di affrontare la questione con decisione e responsabilità assumendosene il rischio . Il vertice di questa mattina in Prefettura, è servito solo ad accertare come da parte di Sciacca non ci sia alcuna volontà di ritirare il provvedimento di chiusura, con quest’ultimo che però non ha presenziato all’incontro.

Il sindaco valuterà il da farsi, sempre in attesa che si facciano quegli interventi di messa in sicurezza nella ex sede del Conservatorio “Corelli” in via Bonino, che ospiterà gli alunni fino al maggio 2018, data in cui dovrebbero essere ultimati gli interventi di messa in sicurezza della “Leopardi”. L’altra ipotesi è quella di chiedere aiuto all’autorità religiosa, a cui sarà chiesto di indivuduare qualche immobile disponibile. Il sindaco Accorinti avrebbe parlato anche di una “terza via” che al momento resta top secret.

Domani sarà la giornata decisiva, ma i genitori degli alunni restano sul piede di guerra, visto che più volte hanno fatto capire di non gradire soluzioni che prevedano i doppi turni. Qualora anche domani non si arrivi a scrivere la parola fine a questa vicenda, genitori e insegnanti lunedì sarebbero pronti ad invadere Palazzo Zanca e trasformarlo in una scuola.

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