Scoglio: “La mia candidatura è il Messina 2020”. Germanà: “Il nostro candidato resta Enzo Garofalo”

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scoglioPartiamo dal dato politico prima dei progetti: Gianfranco Scoglio si propone come candidato sindaco e questa mattina in conferenza stampa ha detto: “Se sarà condiviso il Piano strategico Messina 2020 dò la mia disponibilità, spero nella ricomposizione del centrodestra, la mia non è una vendetta per il gruppo Nania ma già dico che non entrerò in nessuna amministrazione che non sia la mia, mi dicono sempre che sono bravo e capace come assessore e poi i candidati come nel 2006 sono altri come Luigi Ragno, oggi non ci sono più differenze politiche, oggi esistono valori e programmi, se qualcuno li vorrà sposare io ci sono ma prima di ogni cosa il progetto Messina 2020”. Il deputato regionale del Pdl Nino Germanà risponde: “Sui programmi possiamo parlarne ma se lui vuole candidarsi sindaco la candidatura di Enzo Garofalo non è in discussione”. Dal Popolo della Libertà non arrivano messaggi di vicinanza per l’ex assessore allo Sviluppo Economico che probabilmente andrà avanti per la sua strada in attesa che Nuova Alleanza dica l’ultima parola o altre forze politiche bussino alla porta di Scoglio. Nel suo ufficio l’ex city manager ha incontrato i cronisti e ha spiegato, nuovamente, i progetti di Messina 2020 che prescindono dal Ponte sullo Stretto e che vanno oltre: una visione generale e di sviluppo di Messina per l’ex esponente della giunta Buzzanca. Scoglio ha presentato i nomi di chi ha partecipato e condiviso le linee-strategiche, direttive che in settimana sono state anche approvate dal consiglio comunale con dentro il Pd. “Tengo a ribadire che il Piano non è di Scoglio – ha affermato l’autore di Messina 2020 – e che il Piano lo sottoporrò a referendum, tutti oggi parlano di resettare, di ripartire, ma da dove? La città è economicamente in ginocchio – prosegue Scoglio – io sono portatore di programmi, Messina deve interrogarsi su cosa vuole fare nel presente e nel futuro, dopo il voto del consiglio siamo tra le 20 città italiane che possono canalizzare finanziamenti europei, basta divisioni politiche in una città che si regge sul Pubblico Impiego e a dicembre quando non è stata pagata la tredicesima ai comunali abbiamo assistito al crollo dei consumi”. Scoglio ha sottolineato la sua ricetta che è quella del centrodestra: meno spesa pubblica e più investimenti rispetto alle politiche stataliste del centrosinistra. Via alla spiegazione del Programma strategico Messina 2020 che si fonda su Turismo a Nord (Porto, infrastrutture e alberghi, riqualificazione del Pilone di Torre Faro, la Mortelle-Tono progettata da Bohigas); Trasporti a Sud sul modello Parma con la piattaforma distributiva commerciale anche per i prodotti a lunga conservazione, il completamento di Tremestieri, il riutilizzo dell’ex Sanderson; Cultura e Formazione in Centro: come nella Zona Falcata dove le imprese sono già state delocalizzate a Larderia e Zafferia per la Zona Franca Urbana che vede anche il capoluogo e non solo Barcellona Pozzo di Gotto utilizzare le aree (Perché la ex Triscele dovrebbe andare a Barcellona e non restare a Messina? si è chiesto Scoglio) il Waterfront per attività formative, commerciali e sociali dalla stazione Marittima all’Annunziata con la Fiera in mezzo, il recupero delle aree dismesse delle Ferrovie, il Centro Direzionale a Maregrosso. Tutto questo in attesa che la Regione approvi il Prg del porto. E poi la Città della Scienza sempre nelle aree portuali, un nuovo Welfare per i servizi sociali con il sistema accreditamento e non più fatto di appalti. “Oggi Il Piano Strategico è un atto istituzionale per Messina – ha concluso l’ex city manager – queste linee-guida attraverso gli Urban Lab dovranno e potranno divenire progetti, per molti il progetto c’è già, bisogna passare alla fase esecutiva”. Scoglio immagina così Messina nel 2020. E lui non è disponibile a lasciare ad altri il suo programma condiviso da decine e decine tra istituzioni pubbliche, privati e associazioni ma portarlo avanti in prima persona da sindaco. Altrimenti? “Altrimenti sono avvocato e torno a fare l’avvocato – ha chiuso Scoglio – mi dispiace solo per i giovani e i tanti professionisti che non hanno un lavoro e che devono andare via, Messina è al collasso economico”. @Acaffo

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