Ruggeri: tanto nominato, tanto “poco gradito” al Comune. Ecco i commenti di chi lo ha “sempre” contestato

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ruggeriduePoco stupore ma anche poche parole. E’ il day-after al Comune, che segue la notizia dell’arresto di Antonio Ruggeri, ex commissario dell’Ato3 e capo di Gabinetto del sindaco Buzzanca. Molti, invece, i sussurri che definiscono il “fidatissimo” di Buzzanca come un inadeguato a ricoprire i tanti incarichi che l’esponente politico del Pdl gli aveva assegnato dopo il successo alle comunali del 2008. Per quasi tutti, però, l’impressione che l’inchiesta per peculato sulla maxiliquidazione sia solo la punta dell’iceberg e che presto ci potrebbero essere nuovi sviluppi. Tre i consiglieri comunali che già dai primi mesi di governo Buzzanca, con note, dichiarazioni e interrogazioni, avevano “messo in guardia” l’allora sindaco: il vicepresidente del consiglio Giuseppe Trischitta, transitato in corso dal Pdl a Fli, Nello Pergolizzi, sempre di Fli e con un passato nel Pdl, e il capogruppo del Pd, Felice Calabrò. Più volte i tre avevano segnalato “anomalie”: dai titoli posseduti da Ruggeri, al versamento da 700mila euro per le catastazioni fatte al Comune e non pagate con la conseguenza di dover vendere due istituti scolastici, prima che sopraggiungesse il pignoramento da parte di Ruggeri, che ai tempi era Capo di Gabinetto. Senza dimenticare gli aumenti di livello per determinati dipendenti all’Ato3 Rifiuti. I tre consiglieri avevano dato filo da torcere a Buzzanca, che aveva sempre difeso Ruggeri fino all’ultimo, definendo “pierini” chi ne “parlava male”. Lo stesso Buzzanca, dopo le sue dimissioni da primo cittadino, disse che la notizia della maxiliquidazione a Ruggeri, prova dell’accusa che ha portato all’arresto il suo ex “braccio destro”, “si commentava da sè”. Oggi Pergolizzi dice: “Lasciamo spazio al lavoro della magistratura, non ho impressioni da fornirvi. Lasciamo ai giudici il compito di stabilire quanto successo. Sull’attività politica svolta ci sono atti e richieste di chiarimento, tutto qui”. Trischitta è più loquace: “Le varie nomine di Ruggeri sono state il motivo determinante del mio addio al Pdl, mentre Buzzanca giustificava Ruggeri dandomi all’interno del partito dello “psicopatico”. Mi ero opposto ai numerosi incarichi che gli erano stati affidati. L’aspetto giudiziario lo lascio ovviamente alla magistratura, ma l’aspetto politico non si può tralasciare e testimonia il grave errore commesso dall’ex sindaco”. Calabrò ha sottolineato poche ore dopo la notizia dell’arresto che: ” Non bisogna assolutamente gioire, ma che l’azione politica dell’opposizione contro le numerose nomine era corretta e non strumentale.

 

@Acaffo

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