Risanamento. Canale parla ma non troppo, Zuccarello e Sindoni vanno in Procura

11035448_934106173300009_4713976522193150316_nVeniamo non solo aggrediti dalle persone , dagli avvocati e, scusate se ve lo dico , anche dai politici perché naturalmente ognuno trova poi la sua sponsorizzazione e viene a polemizzare contro le nostre decisioni e i nostri controlli.

Con queste parole, il dirigente del Dipartimento Risanamento Maria Canale, lo scorso 14 aprile denunciava l’influenza di forti pressioni politiche nell’iter per l’assegnazione degli alloggi popolari. Parole pronunciante durante la seduta congiunta della IV° e VI° commissione, avente per oggetto l’emergenza abitativa, messe successivamente a verbale dai consiglieri comunali Santi Zuccarello e Donatella Sindoni. Dichiarazioni pesanti che evidenziano le difficoltà con cui la macchina amministrativa si muove per il tanto decantato Risanamento. Quanto pronunciato dall’architetto Canale, non è sfuggito a Zuccarello e Sindoni che hanno immediatamente invitato il dirigente del Dipartimento Politiche per la Casa a fare nomi e cognomi sui presunti uomini politici che “sponsorizzerebbero” alcuni cittadini per ricevere una casa popolare. Hanno chiesto ulteriori spiegazioni , dapprima, durante la stessa commissione e in seguito tramite una nota indirizzata all’amministrazione lo scorso 24 aprile. Nessuna risposta è però mai pervenuta.

I due esponenti dei Progressisti Democratici hanno dunque deciso di rivolgersi direttamente alla Procura della Repubblica. Lo hanno annunciato stamani durante una conferenza stampa a Palazzo Zanca. “Avevamo chiesto maggiore chiarezza all’amministrazione – spiega Zuccarello – abbiamo assistito solo a risposte superficiali. In un confronto con l’architetto Canale, l’assessore al Risanamento Pino ha sottolineato l’assoluta estraneità della Giunta a questa vicenda. Non ci basta – prosegue il Consigliere comunale – vogliamo maggiore trasparenza, abbiamo la necessità di conoscere nomi e cognomi dei responsabili. Vista la mancanza di dialogo con gli amministratori della città, siamo costretti a chiamare in causa la Magistratura”.

All’interno dell’esposto inviato in Procura, Zuccarello e Sindoni accendono i riflettori su un episodio che evidenzia chiaramente il caos legato alle assegnazioni degli alloggi popolari, denunciato anche dagli stessi cittadini. I due consiglieri sono venuti a conoscenza di una paradossale situazione legata ad un alloggio del rione Aldisio. Deceduto il legittimo assegnatario,  la casa è stata regolarmente concessa in locazione al figlio convivente che vi risiedeva con la propria famiglia. Una volta deceduto anche quest’ultimo e successivamente alla morte della consorte,   il Comune di Messina ha notificato alla nipote, che risultava residente nell’appartamento, ordinanza di sfratto esecutivo. Fin qui tutto sembrerebbe normale. La situazione rimane però ingarbugliata: “Ebbene – si legge nell’esposto firmato dai consiglieri – non solo, a tutt’oggi,  non si è dato seguito a questa ordinanza, ma l’immobile risulta essere stato arbitrariamente affittato e/o venduto a terze persone , che col tacito consenso da parte della Signora ( che sembrerebbe vivere fuori Messina) ivi avrebbero trasferito la loro residenza. Tali fatti – precisano Zuccarello e Sindoni –  sarebbero stati tutti resi prima noti all’architetto Maria Canale e in seguito, di fronte al perpetrarsi dell’inerzia da parte del dirigente , denunciati alla Procura della Repubblica”.

“Rileviamo – concludono i due firmatari –  il comportamento inerte non solo dell’dirigente  Canale ma di tutta l’Amministrazione che, da un lato, non effettua i controlli necessari per prevenire episodi di occupazione abusiva e/o impedire che inquilini che perdono i requisiti continuino a risiedere e addirittura si auto legittimino a ritenersi “proprietari” e procedano a “affittare e/o vendere” il bene a terzi, dall’altro, non si adopera al fine di ristabilire la legalità assegnando l’alloggio a chi ne possiede i requisiti come per legge autorizzando situazioni di occupanti abusivi che resistono negli anni grazie a confusione e malgoverno”.

 

Andrea Castorina

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