Polo Materno al Piemonte: i dirigenti sono favorevoli. La capogruppo dei Dr Amata contesta

Incontro Polo Nascita Piemonte ParrinelloL’accorpamento del Polo Materno Infantile del Papardo al Piemonte trova favorevoli i dirigenti della struttura di Sperone. Questa mattina in sala giunta, assente l’assessore Lucia Borsellino, si è tenuto il confronto tra i consiglieri comunali, guidati dal vicepresidente Nino Interdonato, e l’assessore alla Sanità Nino Mantineo. Il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera riuniti Papardo-Piemonte Francesca Parrinello, il direttore amministrativo Elvira Amata, assente il commissario straordinario Armando Caruso e i consiglieri Andrea Consolo, Elvira Amata, Antonella Russo, Fabrizio Sottile. La consigliera Amata ha parlato dell’assenza al Piemonte del Centro Sangue (struttura già esistente ma smantellata), Consolo ha precisato che “Un ospedale che ha tutto come il Papardo deve vedere chiuso il Punto Nascita come già visto a Mistretta e Barcellona, anche al Piemonte servono adeguamenti e mancano due cose importanti: l’elipista e il Centro Sangue”. La Russo ha ricordato la sua interrogazione presentata sulle difficoltà che potrebbero avere le puerpere nel trasferimento di mezzi e personale all’ospedale Piemonte che dista pochi chilometri dal Policlinico mentre è molto lontano dal Papardo. La Parrinello ha replicato consegnando la relazione dell’azienda. Intanto la previsione di spesa al Piemonte è di 1,4 milioni contro i 5 del Papardo per realizzare il Polo Materno Infantile. La Parrinello ha evidenziato inoltre che il Piemonte risponde al requisito essenziale di avere la terapia intensiva diretta tra i vari locali in caso di blocco parto ed è l’unica struttura sanitaria siciliana a possedere questa caratteristica. “Mi auguro – ha detto la Parrinello – che al Piemonte ci sia l’interesse della Regione a fare il Sant’Anna di Messina, non ha senso avere il Pronto soccorso generale al Piemonte che fa solo accoglienza e trasporto presso gli altri ospedali”. Intanto secondo la relazione i parti al Papardo sono in numero inferiore. Il capogruppo dei Dr Amata, al termine dell’incontro, ha detto:
“Pur apprezzando l’ottimo lavoro svolto dai dirigenti del Papardo, che rispondono esclusivamente e tecnicamente alle disposizioni impartite da un decreto assessoriale, ricordo che per arrivare a sancire la chiusura di un punto nascita occorre porre in essere valutazioni primariamente di tipo politico di medio e lungo termine”. Il decreto impone alla nostra città – ha ricordato il consigliere DR – di avere solo due centri nascita contro i tre attuali, Policlinico, Piemonte e Papardo. Ritengo quindi – ha precisato Elvira Amata – che la questione debba spostarsi su un piano politico e che debbano essere fornite preliminarmente le garanzie essenziali per la reale
creazione di un polo di riferimento regionale materno infantile a Messina. Noi chiediamo che a difesa del mantenimento di entrambi i punti nascita, ovvero Papardo e Piemonte, si mobiliti l’intera classe politica espressione della comunità almeno sino a quando non si abbia avuto certezza degli investimenti quali è quantitativi da effettuare al Piemonte. Confermo – ha concluso il consigliere DR – che si sono registrati tanti sprechi in altre situazioni relative alla sanità locale, in questo caso però non si tratta di uno spreco per mantenere un doppione in una medesima Azienda, ma al contrario si tratta di
difendere un servizio utile alla città che già esiste e funziona, sino a quando non si avrà certezza di averne in campo uno migliore per tutta la collettività. Non vorrei infatti che con l’intento di salvare il Piemonte si privassero i cittadini di un servizio ad oggi efficientissimo, facendo tutti un salto nel buio. Purtroppo non è più tempo di credere alle promesse. Vogliamo prima i fatti”. 

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