Piano Riequilibrio: Barbalace e David chiedono ispezione ministeriale

municipio-“L’incredibile telenovela del piano di riequilibrio, che l’Amministrazione comunale si trascina dal momento del suo insediamento fra indecisioni, ripensamenti, ritardi, ci auguravamo potesse volgere finalmente a conclusione, ma purtroppo così non sembra.” Lo scrivono in una nota Francesco Barbalace, di “Laboratorio Democratico Messina”, e Piero David, di “Associazione è possibile”.

“ La lettura della proposta di deliberazione avanzata dalla Giunta Accorinti per rispondere alle osservazioni della Commissione interministeriale sul piano di riequilibrio- proseguono – desta diverse perplessità in quanto nella stessa sono affrontate marginalmente solo alcune delle contestazioni mosse, mentre le principali sono totalmente ignorate”.

Barbalace e David indicano i 5 punti cui il Ministero chiedeva risposte mai arrivate dalla giunta messinese:

  1. “mancata presentazione di un bilancio consolidato contenente la situazione dei conti delle aziende partecipate, con conseguente omessa valutazione del costo del personale delle stesse e della loro incidenza sui parametri di bilancio del Comune;
  2. mancata presentazione in Consiglio Comunale, per il loro riconoscimento, dei debiti fuori bilancio nelle forme e nei termini di legge e mancanza di indicazione dei criteri con cui gli stessi sono stati identificati e quantificati;
  3. mancata acquisizione, da parte della Giunta, delle transazioni con i creditori in merito alla rateizzazione di quanto agli stessi dovuto;
  4. mancato chiarimento in Consiglio Comunale sulla sostenibilità dei servizi pubblici in relazione al taglio delle spese previste nel piano previsionale di rientro decennale dal debito;
  5. mancata certificazione dei residui e delle previsioni di entrata, ecc. “

Cinque osservazioni sollevate dal Ministero, cinque mancate risposte. Sostengono Barbalace e David, che forniscono anche un’ interpretazione:

“Delle due l’una: o la Giunta ha ignorato le osservazioni ministeriali – scrivono -esponendo così il piano a una facilmente prevedibile bocciatura di cui la stessa dovrà perciò assumersi ogni responsabilità, oppure le risposte che mancano nella proposta deliberazione sono contenute in altri documenti. Ma allora non si comprende perché le stesse non siano state rese pubbliche.

       In ogni caso sarebbe opportuno che l’Amministrazione Accorinti, come ormai andiamo richiedendo da tempo, faccia chiarezza in merito. Le associazioni LabDem Messina ed “E’ possibile”, per parte loro, non possono che rilevare come siano fondati i dubbi già in passato manifestati in merito all’adeguatezza, anche sotto il profilo tecnico giuridico, della gestione del piano di riequilibrio.

In conclusione, Barbalace e David chiedono “un intervento chiarificatore dei servizi ispettivi del Ministero delle Finanze e dell’Economia”.

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