Pd, i Labdem: “Nel partito proseguono le rendite di posizione”

Pd varie anime 2014Prosegue il dibattito interno al partito democratico messinese. L’associazione labdem scrive:

“Abbiamo seguito (e continueremo a farlo) il dibattito politico cittadino che non ci ha certo entusiasmati  anzi ci ha indotti ad un atteggiamento di cauta (o forse indignata) riserva.

Tutto ciò per le seguenti  ragioni:

Perché i temi del confronto (sic) o meglio dello scontro, per quanto simbolicamente apprezzabili, non ci sembrano prioritari rispetto ad una città sostanzialmente immobile sul piano delle politiche territoriali, delle proposte culturali, della organizzazione della macchina amministrativa, della offerta quali-quantitativa dei servizi; in questi settori, peraltro, gli interventi della amministrazione attiva sono serviti a peggiorare la situazione preesistente.

Perché in consiglio comunale non si è saputo cogliere  una importante occasione per assumere un ruolo credibile.

 Tale dibattito ha visto impegnati anche i consiglieri comunali del PD e rispetto a ciò esprimiamo rammarico e doglianza… proprio perché in casa PD, in costanza dell’azzeramento degli organi politici statutari è mancata una riflessione puntuale per la definizione  di una matura linea politica che è sembrata vieppiù appesantita dal forzato indossare di casacche interne che non crediamo interessino la citta.

Perché continuando a ” giocare la partita”, così come fatto finora, si consente che nel PD messinese (barca senza nocchieri sia pur miracolato alle elezioni europee di Maggio) prevalgano rendite di posizioni di quanti notabili -non solo locali – deputati regionali e/o nazionali, operatori esterni di altri partiti e movimenti continuino a lanciare scontate “offerte pubbliche di acquisto”.

Perché si rischia- ciò che è più grave- di avallare un comportamento gravemente omissivo anzi pilatesco degli organismi dirigenti regionali che finiscono  – o per colpevole pigrizia o per doloso calcolo –  con l’agevolare le scorribande di quanti, pur con responsabilità nazionali, immaginano che Messina  non possa essere altro che una “provincia del basso impero” da affidare a proconsoli di turno inclini al baratto e al vassallaggio.

Perché l’attuale stato di cose non consente, nei fatti, di offrire contributi su temi di estrema importanza rapportandosi costruttivamente (anche quando criticamente)  con l’attuale autoreferenziale amministrazione “infarcita” di docenze universitarie e di tecnicalità straordinarie che al di là di “profetiche enunciazioni” non ci consegna, quasi a fine anno, né “i numeri del bilancio” né una idea credibile di politica culturale, né una idea di sviluppo e di crescita sostenibile né un impianto solido nell’apparato burocratico.

 C’era stato, in verità, un lodevole tentativo  dei capi-gruppo Paolo David e Giuseppe Santalco, unitamente ad altri consiglieri comunali,  di avviare un percorso utile per una sorta di appello alla condivisione, alla collaborazione alla corresponsabilità delle varie posizioni dialettiche presenti nel Partito. Le disponibilità dichiarate si sono però – allo stato-  infrante dinnanzi alla puerile quanto sterile rissosità senza costrutto e senza prospettiva.

Per quanto ci riguarda come “Associazione LABDEM” che fa riferimento alle posizioni  dell’on. Gianni Pittella, capogruppo del PSE, lavoreremo per costruire momenti di aggregazione sulla linea politica nazionale del Partito coinvolgendo in questo laboratorio espressioni  culturali plurali per riavviare la iniziativa politica riformista nel partito, nella città e nella provincia.

Il nostro impegno guarda alla definizione di una piattaforma programmatica, aperta anche al contributo esterno di non iscritti, che proporremo al dibattito interno ed esterno al Partito in vista di un congresso provinciale che la segreteria regionale è chiamata anzi obbligata ad avviare, comunque e doverosamente, secondo le norme statutarie.

Nel prossimo mese di Settembre provvederemo alla costituzione della associazione LABDEM a livello regionale e nelle singole realtà provinciali.

Un primo appuntamento è previsto per  il 6 settembre 2014 .

Assieme ai deputati europei Renato Soru e Michela Giuffrida prevediamo di concentrare la riflessione sui temi del nuovo meridionalismo e della infrastrutturazione del Sud e della costruzione delle macro regioni anche in vista dell’accesso ai fondi comunitari in una regione- come la Sicilia – nella quale il governo della presunta (rectius  presuntuosa) rivoluzione continua ostinatamente solo a blaterare ed a non fare”.

Per l’Associazione LABDEM (Francesco Barbalace, Luigi Beninati, Giuseppe Fera, Gabriele Siracusano)

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