Molte famiglie della provincia non pagano acqua: contatori guasti e L’Eas non ha soldi per ripararli. Buco da 500 mln per l’Ente

acquaUn buco da 500 milioni di euro. E’ il vertiginoso primato dell’Eas, Ente acquedotti siciliani, in liquidazione da anni ma impossibile da liquidare. E’ il paradosso dell’ente che gestisce la distribuzione idrica in circa 40 comuni siciliani, nel messinese e nel trapanese. Motivo del “buco”? Le oltre 30mila famiglie ( su un totale di circa 65mila) che usufruiscono della fornitura Eas non pagano perchè, pur avendo regolarmente l’acqua in casa, non hanno contatori che possano stabilirne il consumo. Sono rotti e l’ente non ha soldi per ripararli.Ma li avrebbe se intascasse quelli dei contribuenti. Insomma è il cane che si morde la coda. E quella coda, se aggiunta alle spese morte di una settantina di tecnici pagati per “non intervenire” in caso di guasti, macchine ferme, affitti, ha un grosso peso. Un peso da 500 milioni di euro? A fare qualche altro conticino in tasca, ci si arriva. A cominciare dai 7 milioni chiesti dall’ex commissario dell’Eas, Marcello Massinelli, per i 4 anni di attività svolta, passando ai decreti ingiuntivi di Impregilo (vuole 45 milioni), o dell’Astaldi, che di milioni ne vuole 92. E poi i 7 dell’ Enel e quelli degli avvocati che ne vogliono un totale di 3 per parcelle mai pagate.
L’Eas non ha un soldo in cassa per far fronte a questi contenziosi e in tal caso chi deve accollarseli è il socio unico, cioè la Regione.

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