Messina dalla A alla Z. Da “Amam” a “Zalli”, la città si fa brutta per le elezioni

alfabetoComincia oggi l’ appuntamento settimanale con “L’Alfabeto di Antonio Caffo”.
In vista delle elezioni Politiche di 24 e 25 febbraio e delle amministrative di fine maggio descriviamo Messina con un alfabeto:

A come Amam e Atm: Le Entrate che l’azienda acque attende da anni dai debitori-evasori stanno tenendo con il fiato sospeso le procedure antidissesto al Comune. Dai fondi attesi, circa 145 milioni di euro, passa molto dei prossimi dieci anni di governo ordinario a Palazzo Zanca. Del trasporto pubblico è rimasto solo un ricordo.

B come Buzzanca: Da sindaco a semplice dietologo in cinque mesi. La parabola discendente del pupillo di Domenico Nania era un “sogno” pure dalle parti della Cgil, che lo “odia” come il sale nel caffé. Per l’ex primo cittadino-deputato una stagione autunno-inverno da cancellare. Lui medita vendetta sperando che la sua B faccia il paio con Ballottaggio…

C come Crocetta: Molti messinesi vorrebbero dargli la cittadinanza ad honorem. L’ex sindaco di Gela sta conquistando tutti, in testa i tanti “trombati e trasformisti” che cercano nuove sponde. Lui intanto si sta facendo largo gridando al “Megafono”, e tra Palermo e Messina sta costruendo una nuova autostrada politica. La A20diguerra.

D come Dalmazio: L’avvocato ed ex presidente della MessinAmbiente è l’uomo ombra del commissario Croce. Il suggeritore silenzioso. Poche parole e molti numeri che stanno dando una verità diversa da quella che leggevamo fino ad agosto. Per alcuni è l’antiCoglitore. Nel 2008 ci aveva provato con una lista, lo farà ancora?

E come Enti: Rifugio dorato per i “senza posto” e i “primi dei non eletti”. Saranno la “grana” anche per i futuri amministratori che dovranno, gioco-forza, fare scelte differenti. Dalla Provincia al Comune, il crack è tutto sulle spalle di queste società.

F come Fini: Un tempo la Destra e conservatrice Messina lo stringeva al petto come un figlio prediletto, oggi lo lascia solo a Palazzo Zanca senza alcun rispetto. Segno dei tempi che cambiano e di elettori delusi e lasciati privi di idee.

G come Genovese: Certo del ritorno alla Camera e forse di un incarico da sottosegretario, il Deus ex machina del Pd, ha in mano il timone elettorale tra Comune e Provincia. E’ come Re Mida: se ti tocca sarai eletto. Per altri è il “re” della Formazione Professionale che, prendendo troppi voti sulla terra, non concede agibilità democratica. E lui, da buon “Andreotti” messinese, risponde che “il “potere logora chi non ce l’ha”.

H come Hello: I saluti dei turisti in arrivo sulle navi da Crociera sono quelli che possono rilanciare economicamente Messina. Per adesso restano soltanto saluti, non $. A meno che i futuri amministratori sappiano rispondere con “educazione” e soprattutto con servizi.

I come Imu: Anche a Messina chi l’ha pagata cara medita vendetta contro i partiti che l’hanno approvata. Ma chi sarà stato? Berlusconi, Bersani, Casini, Monti. Tutti, oggi, vogliono restituirla o ridurla. Nelle urne molti si ricorderanno di lei.

L come Lombardo: Anche il Raffaele da Grammichele ha seguito nella “discesa agli inferi” quel sindaco tanto “odiato”. Da Padrone assoluto della Sicilia a piccolissimo alleato di Berlusconi e Lega Nord. A furia di firmare nomine molti si sono dimenticati del suo cognome.

M come Messina: Una, l’Acr, è in testa alla classifica di D e non è poco, visti gli ultimi anni. L’altra, il Città, sta onorando al meglio il suo primo torneo nel campionato preprofessionisti. Nel calcio s’intravede un pò di ottimismo.

N come Naso: In piena campagna elettorale a molti si è già allungato. Conferenze stampa, incontri, convegni, comunicati: basta guardare i loro nasi per capire dove andremo a finire.

O come Orsa: Il sindacato autonomo nato tra i ferrovieri si sta “facendo spazio” nei settori dominati da Cgil, Cisl e Uil. Dove c’è un lamento ci sono loro e un attacco ai governanti. Sono l’incubo dei confederali in una zona dove lavoro e stipendio hanno preso parecchi chilometri di vantaggio.

P come Picciolo: Al plurale mancano come il pane in molte case dei messinesi; al singolare è il deputato “più veloce” della recente storia politica a vestire più casacche. Nato sotto l’ombrellone socialista, cresciuto con Francantonio Genovese, a braccetto con Pippo Laccoto e Massimo Russo, prediletto di Lombardo e del Mpa prima del 28 ottobre, sta oggi con Crocetta. Può bastare.

Una P va anche al Pinelli in Fiera, che significa scatto d’orgoglio di ragazzi impegnati che non vogliono abbandonare, in tutti i sensi, Messina.

Q come questua: Soldi per le cooperative, soldi per manifestazioni, soldi per associazioni, soldi che non ci sono più. La questua al Comune è finita con Luigi Croce. Ma tornerà, tornerà…

R come Renato: In tanti danno Accorinti come l’ago della bilancia delle prossime comunali. Tra voto di protesta e voto alla persona, può dar fastidio. Se la R di Ricevuto proseguirà alla Provincia ci sono le D di D’Alia e Domenico Nania che non lasciano dormire tranquillo il presidente.

S come Sacco: Quello edilizio sembra essersi fermato con l’attuale Prg. E la S è in linea con Sciacca, l’ingegnere capo del Genio civile che ha fermato la “manicola” contro la S degli speculatori.

T come Triscele: La vertenza privata che più di tutte dà il segno di come la città non sappia produrre. Il mercato della birra va bene pure nella Terra del Fuoco, tranne che a Messina dove c’era una bevanda storica che consumano e comprano anche gli aborigeni.

U come Uccelli: I migratori hanno fermato con Monti, l’Unione Europea e le analisi di Anna Giordano, il Ponte sullo Stretto. Oggi c’è la penale che fa paura con l’Impregilo che vuole “uccellare” tutti. Berlusconi, in caso di vittoria, intende proseguire con i lavori. Bersani no. Gli uccelli stanno sospesi

V come Voti: Per adesso sono i più ricercati, dopo saranno i più dimenticati. Ma su di loro si fondano democrazia ed elezioni. I cittadini hanno cominciato a capirlo con i “grillini”

Z come Zalli: Parcheggi in tripla fila, passaggi col rosso, posteggi sulle strisce gialle, insulti a tutti dall’auto o a piedi, stereo a palla e botte a piazza Duomo e piazza Cairoli. Gli zalli fanno parte di Messina, sembrano in aumento e meritano un’analisi in questa Messina decadente.

 

@Acaffo

(131)

Categorie

Politica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *