Manifestazione di “L’altra Messina” per dire no alla Tari

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E’ fissata per domenica 18 ottobre la manifestazione con cui “L’altra Messina” vuole chiedere, insieme ai messinesi che chiama a partecipare, una “maggiore saggezza amministrativa”.

La  manifestazione si terrà davanti a Palazzo Zanca alle 10.30. Le motivazioni si leggono nella nota stampa che il movimento ha inviato alla stampa.

“I messinesi dicono basta e scendono in piazza non perché non vogliono pagare la Tari, ma perché chiedono di essere messi in condizione di poterla pagare questa tassa – scrivono -. I messinesi dicono basta e chiedono lavoro ed opportunità economiche per far ripartire la produzione ed i consumi”.

“Oggi dicono no agli esattori e ai viceré e per questo chiedono di avviare un percorso virtuoso per servizi efficienti che non lascino l’immondizia aumentare, la raccolta disattesa e le discariche, pur costruite nell’immediata vicinanza del centro cittadino, incapaci di riciclare i rifiuti urbani che altrove sono diventati fonte di reddito e di economia. Le condizioni di Messina sono sotto gli occhi di tutti – continuano -. Mortificata nelle sue richieste legittime, senza iniziative imprenditoriali nè occupazionali, sia nel breve sia nel lungo periodo, Messina vive una crisi economica, civile e sociale profonda, aggravata dal disinteresse dei suoi rappresentanti regionali e nazionali e nell’inattività gestionale di Sindaco e Giunta Comunale”.

“Eletti per tutelare gli interessi e le aspirazioni dei messinesi e iniziare un cammino di rinascita della Città – aggiungono -, questi “delegati” dei cittadini hanno tradito il mandato loro conferito e le condizioni in cui versa la città, una volta impareggiabile, ne sono la prova più lampante”.

Accusano: “Sono riusciti a privarci di strade, a fare chiudere ospedali, smembrare la Camera di Commercio,far trasferire la Banca d’ Italia,declassare l’ Autorità Portuale, trascurare il turismo e le opere pubbliche, lasciare senza assistenza efficiente anziani e disabili; per non parlare  non dei tanti negozi e attività commerciali che chiudono ,ma di quelli che neanche riescono ad aprire”.

“Riescono cinicamente a decidere di aumentare le tasse comunali a fronte dell’impossibilità di tante famiglie di affrontare il vivere quotidiano. Sindaco e Giunta comunale, che insieme ai Consiglieri avrebbero dovuto creare le opportunità della Rinascita Civile, Economica e Sociale di questa città sono diventati corpi estranei. Vivono la farsa – aggiungono – di mozioni di censura annunciate e mai portate a termine, la commedia delle alleanze a giorni alterni”.

E sulla famigerata tassa scrivono: “Eppure sono riusciti in 10 su 40, cosa che rientra nella normalità dell’attività legislativa esplicata da questa istituzione comunale, a decidere l’imposizione di una nuova tassa, la Tari, che aumenta del 6% la già importante pressione fiscale del cittadino. Pochi decidono per tutti”.

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