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L’operazione “Matassa” non sconvolge l’Aula. Faranda: “Lo dice la legge”

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In seguito all’arresto del consigliere comunale Paolo David, nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “Matassa”, si è sollevato un coro di polemiche e indignazione. Da più parti è arrivata la richiesta di azzerare l’intero Consiglio comunale, la cui credibilità è stata nuovamente messa in dubbio. I componenti dell’Aula sono stati invitati a dimettersi in massa, anche per dare un segnale inequivocabile contro un sistema malato che continua, lo dicono le indagini, ad influenzare parte della politica cittadina.

Ma nella remota ipotesi che tutti i consiglieri accogliessero l’invito a liberare la poltrona, subentrerebbe la normativa ad impedirlo. Daniela Faranda, capogruppo Ncd, chiarisce infatti cosa accadrebbe qualora si scegliesse la strada delle dimissioni di massa. “La legge regionale n.35 del 1997 – spiega Faranda – a differenza di quella nazionale, in caso di dimissioni dei consiglieri non manda a casa nessuno, tranne i dimissionari che verranno sostituiti dai primi dei non eletti. Dunque sbandierare la soluzione è facile, attuarla è impossibile”.

Faranda, dunque, spegne sul nascere ogni possibilità di sciogliere il civico consesso, sottolineando a prescindere da ciò che la legge impone, come tale scelta sarebbe comunque drastica e ingiusta. “Il consiglio è organo collegiale fatto da persone con sensibilità, storie, percorsi, metodi diversi”. Un invito a non far di tutta l’erba un fascio con cui è impossibile non essere d’accordo.

Andando però a spulciare la stessa legge 35/1997, quanto sostenuto da Faranda è valido solo se  il numero di consiglieri dimissionari non supera la metà dei componenti del civico consesso, in caso contrario l’Aula verrebbe amministrata da un commissario speciale.

Resta però il fatto che quanto accaduto due giorni fa e l’inchiesta Gettonopoli con 16 consiglieri rinviati a giudizio, non potrà non influenzare il futuro di Palazzo Zanca, anche se i messinesi, si dice, sono famosi per avere la memoria più corta d’Italia.

Andrea Castorina

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