La Ragioneria del Comune: “Il debito certo è pari a 78 milioni”. Questi i numeri

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municipioChe ci sia poca chiarezza sui numeri si evince ancora dal “botta e risposta” tra gli uffici del commissario del Comune Croce e quelli della ragioneria generale. Ieri pomeriggio Croce ha parlato di un debito generale di circa 500 milioni di euro. Il Piano di riequilibrio finanziario decennale ne conteggiava 392, dunque 100 milioni di euro in più oggi. Alla nostra richiesta la ragioneria generale di Palazzo Zanca ha fatto sapere che tutto resta immutato alla presentazione del Piano e alla risposta ufficiale sui chiarimenti inoltrata alla sottocommissione del ministero degli Interni. Ovvero che i debiti censiti riconoscibili sono pari a 78 milioni di euro, che i debiti “latenti”, quelli dove non si ha la certezza di dover pagare perché non ci sono sentenze o altri atti obbligatori a carico dell’amministrazione, sono pari a circa 200 milioni di euro dove il Piano ne prevede di erogare secondo previsioni circa 120. Il dato fornito da Croce, invece, somma pure i circa 20 milioni di euro che attende l’Ato3 rifiuti, la richiesta di risarcimento danni da 80 milioni di euro avanzata dalla Mondo Messina Service che è pendente al Tar di Catania e che riguarda la pubblicità negli stadi, la richiesta di risarcimento danni di 60 milioni di euro avanzata dal fallimento del Fc Messina Peloro Srl pendente al Tar di Catania sulla concessione e gestione degli stadi; entrambe le richieste sono state definite abnormi, la seconda pure incomprensibile, dal legale del Comune. C’è poi tra i debiti latenti la richiesta di 44 miioni di euro della Bnl Paribas per l’annullamento dei contratti di finanza derivata e i 39.585.710,68 euro dalla Impresa Ing. Alfonso Schipani Srl Costruzioni Impianti Elettrici per la scadenza del termine contrattuale per il servizio di gestione e manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione del Comune di Messina già affidato alla società, il Comune ha richiesto la restituzione degli importi pari a 40 milioni 159mila 851,80 euro e il giudizio è ancora pendente. Dalla ragioneria fanno sapere che anche Croce e gli Esperti hanno firmato la nota con questi chiarimenti sul debito.

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