L’assessore Stancheris a Messina: “Il problema del Vittorio Emanuele non sono i soldi ma la governance”

assessore regionale StancherisL’assessore regionale agli Spettacoli Michela Stancheris ha finalmente fatto tappa a Messina. E ha parlato ai cronisti del presente e del futuro del Teatro Vittorio Emanuele prima e durante la commissione congiunta Cultura di Ars e Comune.

“Il problema del Teatro Vittorio Emanuele non sono le risorse – ha dichiarato la Stancheris – il vero problema è la governance”. L’assessore comunale che avrebbe preferito la riduzione per legge a 3 dei consiglieri d’amministrazioni nominati da sindaco e commissario della Provincia ha dichiarato che saranno ratificate a 7 le nomine già approvate dai responsabili degli enti locali.

“Ho nominato un commissario – ha proseguito l’assessore – per evitare un buco gestionale e consentire al Vittorio Emanuele di poter ricominciare la programmazione, i soldi ci sono, lo stanziamento per quest’anno è di 5.100.000 euro come lo scorso anno che ha visto una spesa della metà, so che 3 milioni vanno per gli stipendi del personale ma il Teatro può lavorare e far lavorare”.

Sulla stabilizzazione degli orchestrali la Stancheris ha chiuso le porte mentre è stato confermato lo stanziamento di 250mila euro nonostante la bocciatura dell’emendamento targato Greco-Picciolo in sede di votazione della Finanziaria. Nell’aula del Consiglio comunale la seduta congiunta di commissione presieduta dal deputato regionale Marcello Greco coadiuvato dal presidente della commissione Turismo al Comune Piero Adamo. Presenti tra gli onorevoli il vicepresidente dell’Ars Venturino come i messinesi Filippo Panarello, Beppe Picciolo, Valentina Zafarana, il sindaco Accorinti e il presidente del Teatro Puglisi. Tutti concordi nella volontà di rilanciare il Vittorio Emanuele con l’impegno di tutte le istituzioni. La Zafarana si è distinta nelle affermazioni sottolineando rispetto agli altri che: “Non si vuol far venire a galla la verità, la soluzione non è la piccola programmazione ma piani di ampio respiro e controlli sulle spese dell’ente altrimenti facciamo “schiumazza” per capirci”.

 

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