L’Alfabeto: dall’Antonio di Tusa alla Zir passando per i Mazzeo

alfabetoAntonio: Il Movimento Indipendentista di Sicilia ha proposto Presti candidato sindaco di Messina. Dal mecenate di Fiumara d’Arte, già proposto da Crocetta al Senato, non è arrivata una risposta. Ma sarebbe una strategia del governatore. Vedremo.

Buzzanca: con la sua ultima assenza alla conferenza stampa del Pdl ha ratificato il suo addio e di fatto il suo commissariamento anche dal governo provinciale del Popolo della Libertà. Si dice che stia fondando un nuovo Movimento, e che lo rivedremo alle comunali.

Cisco: L’ex vicesindaco di Patti – secondo la procura del Centro tirrenico – era la “mente” dell’organizzazione che avrebbe trasformato molti non residenti in votanti per il nipote Luigi alle elezioni comunali del 2011. Sospeso dal partito, il papà ha “bruciato”, e ancora doveva iniziare, la carriera in parlamento della figlia, Maria Tindara. Una brutta pagina per il Pd messinese

Dario: l’ex assessore Caroniti, docente dell’Università, sui social network “sputa sangue” contro le mancate dimissioni del rettore e il mancato avvio celere delle elezioni universitarie. Gli resta di piazzarsi con tanto di cartello al collo in piazza Pugliatti

Enrico: il responsabile del comitato Addiopizzo, Pistorino, ha lanciato a tutti i candidati l’invito a parlare di Legalità e contrasto alla mafia. Ma nessun partito, nessun esponente politico, tranne Accorinti, ha, sino a oggi, telefonato al gruppo.

Fake: Come il nome dato all’operazione dalla Procura di Patti e dalla Polizia di Stato che hanno disintossicato – secondo l’accusa – le elezioni pattesi del 2011 che sono state comunque “drogate” ma per fortuna senza overdose. In quel piccolo Comune c’erano molti furbi stanati dagli inquirenti.

Grillo: Il vertice dei Cinquestelle avrebbe in persona detto no al sostegno dei Grillini messinesi a Renato Accorinti. Questioni di statuto e non personali contro il pacifista. La sfida insieme sarebbe stata affascinante contro i partiti tradizionali. E dallo Stretto a Genova non replicano alla notizia

H: come i 100 e passa chilometri orari raggiunti dal vento che nei giorni scorsi ha messo in crisi strade e villaggi. Stavolta senza danni ingenti ma con alberi a mettere paura

Inciucio: per evitare le primarie di centrosinistra in tanti, adesso, stanno preferendo l’accordo delle segreterie. In attesa del nome che daranno Gianpiero D’Alia e Francantonio Genovese quello che non è successo a Roma succederà a Messina: l’abbraccio tra Sel e Udc alle comunali.

 

Liliana: la Modica, insieme a Raffaele Verso e a sei Circoli è stata la prima, con un documento alla direzione Pd, a voler fermare il treno delle primarie che a Roma, con le Politiche, non hanno poi avuto tutto questo successo dopo averle fatte. Nei democratici c’è gran fermento

Mazzeo: stesso cognome ma due giornalisti con differenti vedute politiche. Fabio attende risposte (non si sa ancora bene da chi) per la candidatura a sindaco vicina all’area di centrodestra. Antonio si è schierato ufficialmente con Renato Accorinti. Un dibattito tra i due non sarebbe male

Nanni: in tanti sussurrano il suo nome per la candidatura a sindaco del Pdl. Ovvero con la possibile abolizione delle Province il presidente di Palazzo dei Leoni come fece Buzzanca nel 2003 potrebbe fare il gran salto al Comune. Ricevuto attende.

Oceano: il segretario della Cgil vede poche idee in giro e programmi blandi per il rilancio di Messina. Critica politica dal sindacato di via Peculio Frumentario quando i nomi dei nuovi amministratori non ci sono ancora.

 

Pizzino: il dirigente comunale alla Viabilità è nell’occhio del ciclone per la determina che obbliga i non vedenti che camminano a pagare gli spazi di sosta personalizzati. Quando si dice che la burocrazia non ha cuore… ma stavolta non ha neanche cervello.

 

Quero: il centrosinistra non sa ancora se fare o meno le primarie e lui si presenta agli elettori come primo candidato. Il presidente del IV Quartiere non vuol perdere tempo. A questo punto la sua candidatura, anche senza primarie, sarà doverosa.

 

Regione: dal governo all’Ars l’abolizione delle Province sarà il primo vero test politico e amministrativo per saggiare il coraggio o meno degli eletti di fine ottobre. Crocetta parla di tsunami, altri di soli annunci e che le Province devono continuare a vivere con più competenze.

 

Siciliani: i democratici riformisti Picciolo e Greco si trasformano in “piccoli” Grillini e si taglieranno 2.000 euro al mese per una Onlus che aiuti e formi i ragazzi più sfortunati. Speriamo che non siano altre forme di clientelismo oggi che sono rimasti solo i cordoni alla borsa

Tarro Celi: la professoressa lancia un appello ai giovani del Pd per cambiare guida provinciale al partito. Ma i voti sono di Francantonio Genovese e come si dice al tavolo verde chi ha le fiches punta. E’ la democrazia.

Umida: la campagna elettorale per le comunali non è ancora “calda” ma è già “appiccicosa”. E si capirà meglio quale vento da giugno soffierà a Palazzo Zanca. Se il solito scirocco o un maestrale “spazzatutto”

Vento: quello dello Stretto spira tra i giovani del Pdl che parlano di cambiamento ma con chi e per chi non si sa ancora? Se quelli del Pd si stanno dividendo tra primarie e no quelli del Popolo della Libertà sembrano altrettanto confusi

Zir: Per la zona industriale arriverà all’Ars un disegno di legge curato dall’ex assessore comunale all’Urbanistica Giuseppe Corvaja che consente interventi di manutenzione e cambio di attività commerciali rispettando vincoli e cubature. Per i Dr un modo per svegliare l’economia, per altri c’è da prestare attenzione

@Acaffo 

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Politica

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