Il premio ai dirigenti Iacp.M5S ricorda:”Solo 3 mesi fa lo scandalo sull’assenteismo. E oggi….”

iacp-gdfIl problema lo aveva già sollevato il consiglio della V circoscrizione ” Ma quel premio di produttività di 700 mila euro elargito a tre dirigenti dello Iacp, pur se riconosciuto per legge, andava proprio dato, di questi tempi e con un’inchiesta in corso che ha svelato che il quasi 90% dei dipendenti dell Istituto Autonomo Case Popolari di Messina si “gira i pollici”? Oggi, anche gli attivisti 5 Stelle se lo chiedono. E scrivono:

“Gli attivisti del MoVimento 5 stelle sentono profondamente il dovere di intervenire nella vicenda I.A.C.P. ed in particolare in merito al premio di produttività da 700 mila euro concesso a tre dirigenti.
Nel rispetto della legalità, ci teniamo a dirlo.
I tre dirigenti destinatari del premio sono a tutti gli effetti in regola con la legge sino a prova contraria e rispettiamo e difendiamo profondamente questa regola: insieme a ciò, da cittadini messinesi Liberi desideriamo però lasciare spazio al ragionamento. Solo tre mesi fa infatti assistevamo, disincantati e ribelli, allo spettacolo offerto agli italiani proprio dal nostro Istituto Autonomo Case Popolari, Ente Pubblico dove non lavorare era praticamente un’abitudine; la Guardia di Finanza aprì un fascicolo processuale che coinvolse ben 81 dipendenti su 96, più dell’80% della forza “lavoro”. Quattro persone ai domiciliari, 54 con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, 23 denunciati a piede libero: un modello di pulizia ed efficienza, insomma, che ha continuato a dare una mano a regalare un’immagine desiderabile della nostra città. Era un vero piacere guardare i video della GdF che ritraevano persone intente a tirare fuori tre, quattro badge di colleghi per attribuire ore di lavoro mai sostenute. Avremmo voluto almeno “godere” del pudore, del soppiatto, della vergogna dell’azione disonesta; niente da fare, siamo rimasti a bocca asciutta guardando le immagini di concittadini che, senza neanche guardarsi intorno, sereni, chiaccherando perpetravano (sono parole degli inquirenti) truffa ai danni dello stato e falso ideologico. Si rischiano posti di lavoro, condanne sino a cinque anni di reclusione e sanzioni pecuniarie. I figli di un Dio minore (alias i cittadini messinesi tutti) invece stavano a guardare esterrefatti: chi ha la fortuna di un posto di lavoro sicuro si permette di comportarsi in una maniera così misera? Una città al tappeto, al collasso, con le mense “dei poveri” che traboccano ormai di classe media monoreddito in giacca e cravatta può sopportare tutto questo scempio?!!? Il sentimento comune era la fiducia nella giustizia, nel lavoro degli inquirenti; magari, una volta accertate in ogni ordine di giudizio le singole responsabilità, la disponibilità di qualche posto di lavoro eventualmente venutosi a creare avrebbe potuto alleviare le sofferenze di chi oggi il lavoro lo ha perso e guarda negli occhi dei suoi figli sognando per loro un futuro con il Sole in fronte. Sono tanti nella nostra città questi adulti sognatori, signori dirigenti. Ed invece andiamo a premiare chi probabilmente, avendo compiti direttivi, avrebbe dovuto meglio vigilare su questo scempio. In un Istituto che non ha trovato poche migliaia di euro per rendere inservibili le baracche di fondo Basile e trasferire definitivamente nei nuovi (e speriamo decorosi) alloggi pronti da due anni.
Siamo convinti di avvicinarci centimetro dopo centimetro ad un momento decisivo, dove con il nostro comportamento possiamo fare di tutto per vincere o per perdere.
Noi non ci sottrarremo a quest’impegno”.

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