Emergenza Teatro, il Pd scrive a Emila Barrile. Fistel Cisl: «Il V.E. sta morendo»

teatro vittorio emanueleI gruppi consiliari del Pd, scrivono una nota al presidente del Consiglio Comunale, Emilia Barrile, per sottoporre alla sua attenzione la situazione del teatro Vittorio Emanuele e discutere le possibili soluzioni anche in vista delle nuove opportunità che si affacciano all’orizzonte.

«È già al vaglio dell’Ars — scrivono in una nota — la riforma riguardante il mondo dei teatri lirici, di prosa e della istituzioni musicali della Sicilia che istituirà il Fores (Fondo regionale dello Spettacolo) e il Fogest (Fondo di Gestione e Salvaguardia dei Teatri). Una vera e propria rivoluzione per il mondo della cultura, un’opportunità davanti alla quale l’Ente teatro di Messina, già in passato troppe volte bistrattato dalla Regione, non potrà farsi trovare impreparato».

I rappresentanti Pd alla presidente Barrile è la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale alla quale devono partecipare tutte le parti interessate: i componenti l’organico elettivo, l’amministrazione attiva, la governance dell’Ente teatro e la deputazione regionale.

«È opportuno — concludono — conoscere quali saranno i reali effetti che sortirà tale riforma e  in che termini il Teatro di Messina, in grave crisi finanziaria, potrà beneficiarne. Per questo e altri dubbi, riteniamo non più indifferibile un confronto tra tutte le parti interessate».

Un grido di allarme, per la situazione in cui versa il teatro cittadino, lo lancia anche la Fistel Cisl: «Il Teatro Vittorio Emanuele sta morendo. Un’agonia lenta vissuta nella confusione di norme regionali e senza il supporto di contributi economici — sostiene il sindacato — con l’aggravante di creare false illusioni nel personale precario». Anche il sindacato  intende riproporre all’attenzione cittadina l’emergenza cultura in una città povera di spazi culturali.

Il caso, per la Federazione della Cisl, è quello dei professori d’orchestra per i quali è obbligatorio mantenere un accantonamento di somme del 20%. «Ma è assurdo pensare ciò — sostiene la Fistel  —, con i fondi regionali all’Ente ridotti a importi pressoché ridicoli e insufficienti a garantire un dignitoso livello qualitativo e quantitativo degli anni scorsi».

Il problema evidenziato dal sindacato riguarda soprattutto la progettualità e lo sviluppo del Teatro nell’ottica di continuare a produrre opere liriche e mantenere i contributi del Fondo Unico dello Spettacolo, fondo nazionale a cui attingono tutti gli Enti che producono opere liriche.

«Come si fa a prospettare ai dipendenti precari, come sarte e tecnici di palcoscenico, un lavoro continuativo o in pianta organica se non sussistono più le condizioni per allestire opere liriche? È  illogico pensare allo sviluppo di un Ente senza preliminarmente organizzare e strutturare il personale esistente riconoscendo l’equiparazione dei dipendenti ai ruoli regionali secondo quanto previsto dalla legge 10/2000».

La Fistel-Cisl chiede a tutte le parti in causa una concreta percezione della situazione attuale, delle gravi difficoltà economiche in cui versa la Regione Sicilia: «Bisogna chiarire anche — prosegue — quali sono i numeri reali dell’Ente che ha 63 dipendenti a tempo indeterminato, dei quali 29 amministrativi. Altri numeri sono falsità e rendono distorta la realtà, anche se è chiara la strategia, con affermazioni ingannevoli e false, di delegittimare il personale a tempo indeterminato».

Un affondo, la Fistel-Cisl, lo riserva anche al Presidente dell’Ente. «È grave il ritardo con cui non si sta ancora provvedendo a realizzare i cartelloni, penalizzando gravemente il Teatro. La mancata nomina dei direttori artistici non può essere una scusa e quindi chiediamo al Presidente dell’Ente di provvedere immediatamente per consentire al Teatro Vittorio Emanuele di perseguire il proprio fine istituzionale. Purtroppo prendiamo atto che, per noi, in un momento in cui non c’è tempo da perdere o per improvvisare, il Presidente non è adatto al ruolo istituzionale che gli è stato assegnato dal sindaco».

«E – conclude la Fistel – rispediamo al mittente qualsiasi accusa lanciata dal Presidente su presunte mancanze da parte dei lavoratori, imputabili semmai alla ‘improvvisata’ gestione e alla mancata organizzazione dei reparti, come più volte lamentato dagli stessi dipendenti. Non siamo in presenza di esuberi ma semplicemente in assenza di una valida strutturazione e di questo non sono certo colpevoli i dipendenti».

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