Dai Renziani della prima ora sempre attacchi al Renziano Genovese

Renziani prima oraDai Renziani della prima ora sono sempre polemiche. Dopo il voto degli iscritti nei congressi dei circoli Giacomo D’Arrigo, Francesco Palano Quero e Alessandro Russo non hanno perso tempo per attaccare i loro nuovi compagni di viaggio, i Genovesiani, che si riconoscono nel sostegno a Matteo Renzi in vista delle elezioni dell’8 dicembre, aperte anche ai non iscritti, per il nuovo segretario del partito democratico dopo la reggenza di Guglielmo Epifani.

Un incontro con la stampa che a loro dire ribadisce la necessità di tenere alta l’attenzione su questione morale e trasparenza. Richiesto, ancora una volta, ai deputati Francantonio Genovese e Franco Rinaldi, indagati nell’inchiesta sulla Formazione Professionale, di fare un passo indietro. Su Facebook il comitato Messina per Renzi segnala: “Ribadiamo a tutti quanti il nostro pensiero – sostengono ai Renziani venuti dopo – sul carro non ci sale nessuno, si è tutti uguali e tutti si spinge il carro. Le operazioni di trasformismo dimostrano solo conservazione, paura del cambiamento e terrore del futuro. Non è il nostro modo di vedere le cose, Genovese ha unito i suoi voti a quelli della nostra rete di amici e simpatizzanti, non ha mica vinto il congresso! La sfida, adesso, sono il cambiamento e la questione morale: che se lo scrivano bene in testa”.

Intanto al circolo 7, quello di via Libertà, quartier generale dei Renziani della prima ora, viene segnalato che  i Genovesiani non abbiano fatto confluire voti degli iscritti per saggiare la rappresentanza di Quero e Russo e che alla fine il totale è stato di sole 30 preferenze per Renzi a differenza degli altri circoli cittadini.

Anche la Crocettiana Lucia Tarro Celi dopo le votazioni interne di domenica va all’attacco di Genovese: “Una farsa annunziata non solo per le preoccupazioni espresse dall’On. Panarello del quale comprendo l’amarezza, ma per la fatica di sopportare l’ingenuità con cui Francantonio Genovese fa credere di essere estraneo alle scelte delle miriadi di circoli a lui apparentati. Ancora più drammatica la difesa dei “garantisti” che rivendicano trasparenza e correttezza a fronte di palesi fenomeni di degrado politico e non di “semplici sviste” verificatisi in alcuni circoli. Non mi meraviglio più di nulla. Sono solo disgustata. Non certo perché la mozione Renzi ha avuto a Messina oltre il 60%, anche se in controtendenza rispetto al dato siciliano, ma perché è stata profondamente sbagliata la scelta di Lupo di trovare una sintesi con l’area Genovese senza intervenire nel degrado morale e politico che il maggiore esponente di quell’area aveva impresso al Pd, nella sua vita interna, nella sua immagine esterna. Tranne che qualcuno pensi che il deputato più votato d’Italia sia totalmente estraneo alle vicende giudiziarie che riguardano i suoi parenti e il suo clan le cui “stranezze” e volgarità mi onoro di aver denunziato in occasione delle ultime elezioni politiche. Niente di personale. Continuo solo a criticare un sistema politico da cui il Pd, oggi, deve rimanere assolutamente estraneo se vuole governare un vero cambiamento e accettare la sfida che tutti abbiamo di fronte, a prescindere dal leader che ne assumerà la guida”.

 

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