Cultura. «A quando la nomina del nuovo Assessore?». Lo chiede Daniela Faranda

Cultura«Mentre l’Europa crede e investe in Cultura approvando il nuovo programma comunitario “Europa Creativa”, che apre una nuova fase nelle politiche europee, per  tutelare e valorizzare la diversità culturale e linguistica, promuovere il patrimonio culturale, materiale e immateriale e insieme rendere più competitiva l’industria culturale e audiovisiva europea, stanziando 1 miliardo e 462 milioni di euro, noi che facciamo?». Questo il quesito che la consigliera comunale Daniela Faranda rivolge al sindaco Renato Accorinti e al presidente del consiglio comunale, Emilia Barrile.

“Con la Cultura si Mangia”, recitava lo slogan del Sindaco in campagna elettorale, mentre il Vice sindaco Guido Signorino dichiarava che “la cultura è benzina per lo sviluppo economico” — ricorda Daniela Faranda —, che si chiede perché ancora non si sia proceduto alla nomina del nuovo Assessore alla Cultura.  

«Con i bandi europei alle porte — sottolinea —, lasciare vacante un posto così strategico sembra oltremodo insensato». Il 19 Ottobre scorso — rammenta la consigliera —, in occasione della presentazione dei primi 100 giorni di attività della nuova Amministrazione, il Primo cittadino ha ribadito ancora l’importanza di Cultura ed Educazione.

Partendo da queste premesse, Daniela Faranda chiede ad Accorinti quando finalmente le intenzioni diventeranno fatti concreti e lo fa ponendo delle domande: «Che cosa ne è stato del tanto anticipato sgombero del PalAntonello per restituirlo a chi in città la cultura la fa davvero? »; «È vero che gli unici locali affidati a un’associazione sono stati dati a Emergency, e quale procedura di assegnazione è stata usata?»; «Cosa si vuole fare dei tanti spazi comunali abbandonati, come l’ex Macello?»; «È stato fatto un censimento degli spazi comunali utilizzabili per attività culturali e performative e sono tate avviate le pratiche di accertamento sulla ricaduta culturale dell’attività dei Forti dati in concessione?».  In un momento in cui le altre città siciliane — conclude la Consigliera — si stanno attivando per recuperare importanti spazi da destinare alla Cultura, è necessario che anche a Messina si faccia il punto della situazione.

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