Crisi del Pd, le aree Letta e Pittella: “Non alteriamo volontà degli iscritti”

pdLa crisi del Pd messinese che ha portato al rinvio dell’assemblea provinciale per l’elezione del segretario Basilio Ridolfo vede le Aree Letta e Pittella dire no all’alterazione della volontà degli iscritti espressa dalle assemblee dei circoli.

Questo il testo dei responsabili delle due Aree, Luigi Beninati e Franco Providenti:

“Le componenti congressuali che si richiamano alla Mozione dell’On. Gianni Pittella ed alle posizioni dell’area Letta avendo registrato, già nella seduta di Venerdì 8 Novembre u.s. della commissione provinciale per il congresso e successivamente sugli organi di stampa, una ipotesi di allargamento della platea assembleare del Pd di Messina, motivata soltanto dal fine di “riequilibrare” le rappresentanze negli organismi interni che non corrisponderebbero, stando ai risultati della prima tornata delle assemblee di circolo, all’ipotesi di proposta unitaria avanzata al segretario provinciale designato, manifestano netta contrarietà ad ogni ipotesi di ipertrofia degli organismi interni che di fatto, allo stato, altererebbero la espressione di volontà degli iscritti.

A tal fine ritengono che spetti al segretario designato farsi carico di avanzare proposte utili per assicurare  l’agibilità politica del Partito sulle quali, senza ovviamente alterare i risultati dati delle assemblee di circolo già svoltesi, aprire un confronto con quanti avvertono la urgenza e la necessità di porre mano ad una diversa stagione di impegno  del Partito nella città e nella provincia per potere guardare al futuro.

Nel rammentare di avere precedentemente “partecipato” a tutti i rappresentanti dei circoli dei territori messinesi ed al segretario provinciale designato di non avere rivendicazioni di “cencelliana memoria” da soddisfare ma al contrario necessità di avviare puntuali riflessioni per l’avvio di una efficace azione politica, intendiamo mettere in mora il PD sulle questioni massimamente urgenti che attengono, per un verso, ai meccanismi di democrazia interna e, per altro verso ( e soprattutto) agli approfondimenti utili e necessari per affrontare le drammatiche questioni sperimentate da famiglie ed imprese.

Per ogni più utile lettura di questa nostra “presa di coscienza”, che non fa sconti a nessuno in ordine alle pregresse responsabilità che hanno generato l’attuale condizione del PD, abbiamo sottoposto alla discussione ed al confronto nel partito due documenti il primo dei quali relativo al “modello di sviluppo della città e della provincia” ed il secondo, indirizzato al segretario designato ed a tutti i responsabili dei circoli, relativo al “modello organizzativo del partito.”

 Nel primo è stato sottolineato come “la grave riduzione demografica della nostra realtà provinciale rappresenti un segnale evidente della crisi che la investe mentre tradizionali attività economiche ed imprenditoriali sono quasi del tutto scomparse ed hanno espunto grandi fasce di popolazione soprattutto giovanile determinando il complessivo impoverimento del tessuto socio-economico”.

A causa di tale emorragia demografica concentrata nelle fasce di età più giovane, alcuni economisti della nostra Università hanno sostenuto che Messina potrebbe divenire “una città senza cittadini”.

Nel secondo documentoabbiamo altresì sottolineato come  “non volendo rinunziare all’esercizio civico che ci ha visti impegnati in associazioni, centro-studi ,circoli, movimenti e fondazioni “ci consideriamo dentro il partito senza rivendicazioni di spazi”  e senza indugiare in riti e pratiche compromissorie precongressuali nelle quali si attardano “tanti di coloro che all’attuale stato di difficoltà del partito hanno ampiamente concorso ed oggi vorrebbero chiamarsene fuori” e concludiamo dicendo che “la nostra voce sarà amplificata soltanto da ciò che diremo e faremo nel Partito e fuori nella società ed assieme a chi lo faremo”

Nella prima fase congressuale le componenti firmatarie del presente documento non si sono risparmiate nel tentativo di coinvolgere le tante sensibilità rimaste estranee alla vita del partito a causa delle sue carenze politiche ed organizzative.

Nella seconda fase ripromettiamo, confidando in un percorso congiunto possibilmente assieme ad altri, l’ulteriore sforzo per un sempre più convinto impegno civico e politico non soltanto nel Partito ma anche in ogni espressione della società che si interroga sul futuro di Messina, della Sicilia, dell’Italia”.

 

 

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