Comune. Viaggi e missioni sotto i riflettori di Carreri

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“Fugare ogni dubbio sulla legittimità dei soldi spesi in nome e per conto dei cittadini messinesi”, questo l’intento del consigliere comunale Dr, Nino Carreri, che ha deciso di presentare un’interrogazione al sindaco, Renato Accorinti.

Il consigliere scrive che “sin dal suo insediamento, il Consiglio Comunale, si è trovato a dibattere, tra le altre cose, della necessità di ridurre i costi della politica; l’input iniziale alla discussione è stato dato virtualmente dallo stesso Sindaco della città di Messina che – continua Carreri -, dal giorno dopo la sua elezione e sino ad oggi, ha continuato ad annunciare l’intenzione di decurtarsi gran parte degli emolumenti mentre il consiglio comunale, fattivamente, ha ridotto da subito il numero delle commissioni permanenti da 12 a 10”.

Ricorda il consigliere Carreri: “Tra i costi della politica sono contemplati, oltre ai gettoni di presenza e gli oneri riflessi, anche i rimborsi delle spese di viaggio sostenute dai consiglieri residenti fuori dal territorio comunale; questi ultimi – aggiunge – gravano sul bilancio comunale e sono disciplinati oltre che dall’art. 47 comma 6 del Regolamento del Consiglio Comunale, da uno specifico regolamento, composto da 20 articoli denominato “Regolamento per il rimborso delle spese di viaggio e le indennità di missione ai Consiglieri comunali” approvato con delibera 44/C del 2003”.

E proprio l’art.2, all’ultimo paragrafo, recita:  “Sono ammessi i rimborsi delle spese per i viaggi compiuti con mezzi pubblici di linea ed eccezionalmente con mezzi noleggiati e con autovetture proprie, purché regolarmente documentate “. Nell’art. 3 al penultimo paragrafo si legge: “E’ altresì ammesso l’uso del mezzo di trasporto proprio del consigliere quando l’orario dei servizi pubblici di linea non sia conciliabile con l’espletamento delle incombenze connesse al mandato o alla missione, o manchino i servizi di linea, ovvero l’uso del mezzo proprio di trasporto se appare economicamente più conveniente “. E sempre l’art. 3 all’ultimo paragrafo: “L’uso dei mezzi noleggiati e del mezzo di trasporto del consigliere per partecipare alle riunioni assembleari o per svolgere le funzioni connesse alla carica o delegate, deve in ogni caso, essere esplicitamente autorizzato dal Presidente del Consiglio”.

Quindi, in sostanza, i rimborsi vanno autorizzati e, per essere legittimi devono essere riscontrati i criteri di “necessità” ed “economicità”, in caso contrario, i consiglieri, sono tenuti ad usare i mezzi pubblici.

E proprio in considerazione di questi criteri previsti, il Consigliere interroga il Sindaco per sapere se i rimborsi concessi ai consiglieri comunali siano conformi al regolamento e chi ha esplicitamente autorizzato i consiglieri comunali ad effettuare viaggi da fuori Comune per lo svolgimento delle funzioni connesse alla carica, ed infine chi avrebbe riscontrato il carattere di eccezionalità, e la inconciliabilità con l’uso di mezzi pubblici o la convenienza dell’uso del mezzo proprio per espletare le funzioni della propria carica.

Carreri chiede infine di “dare mandato agli uffici preposti per l’immediata sospensione di qualsiasi rimborso delle spese sostenute dai consiglieri per i viaggi da fuori comune, al fine di procedere al loro ricalcolo in funzione del citato carattere di eccezionalità, della prevista inconciliabilità con l’uso di mezzi pubblici o della evidente convenienza dell’uso del mezzo proprio da parte dei fruitori”.

Ed il calcolo dovrebbe riguardare, secondo Carreri anche le spese degli anni precedenti, per recuperare, eventualmente, i rimborsi fatti senza rispettare il regolamento.

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