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Comitato Ponte sullo Stretto, Floridia: «Prestininzi inadeguato, nega il cambiamento climatico»

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Non si placano le polemiche sulla nomina di Alberto Prestininzi come coordinatore del Comitato tecnico scientifico per il Ponte sullo Stretto di Messina. Ad intervenire nel dibattito è la senatrice Barbara Floridia del Movimento 5 Stelle: «non si può affidare la consulenza dell’opera che più di ogni altra rischia di avere un significativo impatto ambientale a uno che nega persino l’esistenza di un’emergenza climatica».

Nella giornata del 19 settembre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha definito il gruppo di lavoro che formerà il Comitato tecnico scientifico incaricato di offrire consulenza e supporto nella realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Per coordinarlo è stato scelto Alberto Prestininzi, ordinario di Ingegneria della Terra presso l’Università di Roma “La Sapienza”, con specializzazione in geologia, noto per le sue posizioni controverse sul cambiamento climatico.

Dopo la dura nota di “Invece del Ponte”, ad intervenire sulla questione è la senatrice del M5S, Barbara Floridia: «Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha nominato il Comitato tecnico scientifico sul Ponte dello Stretto, opera che secondo lo stesso Ministro sarà “la più green del mondo” e farà risparmiare circa 140.000 tonnellate di CO2. Ma sapete chi, Salvini, ha nominato come coordinatore del Comitato che indirizzerà la realizzazione dell’opera? Alberto Prestininzi, un geologo ex professore universitario noto per le sue tesi che negano l’esistenza del cambiamento climatico e del coinvolgimento dell’attività dell’uomo sull’aumento delle temperature».

«Certo – prosegue Floridia – non proprio un gran biglietto da visita, anche per presentarsi in Europa a chiedere il finanziamento dell’opera che, ad oggi, oltre a quelli per le poltrone di amministratori e consulenti, non ha visto stanziato nemmeno un euro. Una cosa è certa: non si può affidare la consulenza dell’opera che più di ogni altra rischia di avere un significativo impatto ambientale a uno che nega persino l’esistenza di un’emergenza climatica».

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