Carbone ad Accorinti: “Senza nulla di proprio, si vanta di opere altrui”

carbone ernesto nuovoIl commissario del Pd, Ernesto Carbone, ‘tira le somme’ sull’operato del Sindaco Accorinti, ed elenca vari flop dell’amministrazione comunale.
Ecco cosa scrive Carbone al sindaco:
“Potremmo aprire una disputa filologica sul termine amministrare, ma sono certo che non ne caveremmo un ragno dal buco quando i disservizi si confondono con i servizi; quando i ritardi o le brusche accelerate su nomine senza bando si giustificano come decisioni e tempi necessari; quando dopo due anni e mezzo il rapporto tra sindaco e città non si consolida ma si rompe irrimediabilmente. Per me questi sono segnali inequivocabili del viaggio senza meta che il sindaco Accorinti e la sua giunta stanno compiendo ai danni di Messina. Ecco lo svincolo esatto in cui il Pd ha deciso di scendere da un treno pronto a deragliare, e cosa ancor più grave pronto a far deragliare anche Messina.

Per la prima volta nella storia del Comune di Messina, questa Amministrazione non è riuscita a predisporre per tempo il bilancio di previsione 2015, mentre tutte le delibere di bilancio dal suo insediamento ad oggi sono sempre state votate con estremo ritardo e previa nomina di commissari ad acta regionali. Mi chiedo, è questo saper amministrare?
La mancata approvazione di tale bilancio porta con sè rischi concreti come il blocco dei servizi essenziali ai cittadini, specie per coloro i quali oggi ne hanno più bisogno. E’ sempre colpa del patto di stabilità o di chi non ha neppure i numeri per approvare il bilancio ?

Da giorni il Comune di Messina è presidiato dai lavoratori dei Servizi Sociali, che non ricevono gli stipendi dalle Cooperative che hanno in appalto servizi che il comune non gestisce personalmente. Ma amministrare non vorrà mica dire garantire che vengano pagati gli operatori che prestano assistenza domiciliare agli anziani e ai portatori di handicap, a chi si occupa delle mense scolastiche e così via? Ma i sindaci non sono quelli che manifestano in piazza contro il disarmo mentre i militari salvano Messina dall’emergenza idrica?
Nel frattempo presidiano il Comune- luogo oramai gettonatissimo ( in tutti i sensi) – anche i dipendenti di Messinambiente, preoccupati perché la loro società in liquidazione doveva essere assorbita dalla Multiservizi, società comunale che doveva conglobare tutte le partecipate in una unica megapartecipata, e, dopo tantissimi proclami, doveva partire entro il 31.12.2015; in realtà, invece, siamo nel 2016 ma di tale Multiservizi non c’è nemmeno l’ombra. Forse, per ‘porta a porta’, Accorinti intendeva la sfilata di lavoratori che bussano alle porte di un’amministrazione incapace di dare qualunque tipo di risposta. E ancora una volta i messinesi pagano servizi che chissà mai se partiranno.
Sono contento che il sindaco Accorinti apprezzi così tanto la riqualificazione di capo Peloro, del porto di Tremestieri, di via don Blasco, tutte opere, progetti e stanziamenti avviati nella precedente amministrazione. ma se non si ha nulla di proprio, meglio vantarsi le opere altrui. Questo è amministrare, giusto?
Perché altrimenti bisognerebbe raccontare che a Messina, nel 2016, mancano le luci serali in buona parte della città, il manto stradale è coperto di buche dappertutto, cadono alberi ad ogni soffio di vento e distruggono macchine. Ancora non si è verificato il paventato danno alle persone ma il rischio è altissimo, la città è sporchissima e non si raccoglie la spazzatura con regolarità, tanto è vero che si sta predisponendo ordinanza di divieto di conferimento dei rifiuti nei cassonetti il sabato e i prefestivi.
D’altronde non si può amministrare tutto e bene. C’era da stabilizzare i contrattisti: peccato che i “fortunati” siano stati meno di 90 su una percentuale molto più alta e con un numero di ore settimanali ben al di sotto di quelle che avevano prima creando scontento e interruzione di rapporti sindacali.
Potrei continuare denunciando che ad oggi non esiste nessun piano regolatore, figuriamoci il salvacolline. La variante non è stata approvata ancora dal consiglio comunale e sta incontrando, per come è fatta, le resistenze di tutti gli ordini professionali.
Potrei raccontarvi della casa di Vincenzo, che forse il sindaco non sa – qualcuno lo avvisi-, ma è chiusa da tempo per condizione igieniche non accettabili.
Dico potrei, ma so che ai messinesi non devo dire nulla di ciò che non va. Sono loro ogni giorno a vivere sulla propria pelle il non lavoro di un’amministrazione che si è mostrata incapace. Mi spiace sindaco Accorinti, il Pd non può rendersi complice del non fare. Non è nelle nostre corde, non è la nostra vocazione.
A noi piace essere liberi di fare e di cambiare le cose. A voi il piacere di sottrarvi al voto dei cittadini ben nascosti dai voti di Genovese”.

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