“Cambiamo Messina dal basso”: «Non ci sarà mai vera Pace senza Disarmo»

tn accorintibandieraTre giorni fa, il gesto del Sindaco Renato Accorinti alla Festa delle Forze Armate, a Piazza unione Europea, aveva destato grande clamore in città ed era stato ripreso anche a livello nazionale. La polemica è nata perché il Primo cittadino si è presentato alla manifestazione con la bandiera della Pace inneggiando al disarmo, citando l’articolo 11 della Costituzione (“L’Italia ripudia la guerra”) e  Sandro Pertini,  «si svuotino gli arsenali, strumenti di morte e si colmino i granai». Oggi — attraverso un comunicato — arriva il sostegno di “Cambiamo Messina dal basso” a quel gesto.

«La Pace e il Disarmo — si legge nel testo — non sono più un’opzione. Non è possibile restare in silenzio davanti alle troppe guerre che sconvolgono i popoli del Mediterraneo, strumentalmente dimenticate dai media locali e nazionali, e che vedono protagoniste le installazioni militari sparse sul territorio siciliano. Non è più possibile assistere in silenzio all’ipocrisia delle attuali politiche di accoglienza dei migranti, che servono piuttosto a giustificare ulteriori investimenti nel settore militare. Non è più possibile sostenere il grido degli ultimi, di chi non ha lavoro e di chi non ha casa, mentre lo Stato Italiano investe 20 miliardi in armamenti.

Non è più possibile assistere all’agonia dell’Università, al taglio dei fondi per la ricerca scientifica, ai tagli alla scuola pubblica mentre si foraggiano le aziende nazionali che producono mine e carriarmati. Chi regge le sorti del mondo vuole oggi farci credere che non esiste alternativa ad una convivenza “armata”. Noi sosteniamo che non sarà mai vera Pace senza Disarmo, che l’unico sentiero di condivisione per le nazioni e per le comunità locali è quello della nonviolenza, che il progresso si genera a partire da una dialettica nonviolenta tra le forze politiche, nelle assemblee comunali e nelle relazioni quotidiane.

La Pace può e deve nascere nella città di Messina, nel rispetto delle culture e dei popoli che la compongono, nell’accoglienza di chi vi giunge e di chi soffre, nella difesa del territorio e dell’ambiente, nella tutela vigile dei beni e degli spazi comuni. Coerenti con l’articolo 11 della Costituzione Italiana, in sintonia con l’insegnamento di tutte le religioni e con la coscienza di gran parte dell’umanità, rispediamo al mittente la vuota indignazione di molti politici locali e nazionali, ribadendo con Sandro Pertini: “Si svuotino gli arsenali, strumenti di morte, si colmino i granai, fonte di vita”».

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