Bramanti candidato sindaco. Cambiamo Messina dal Basso si interroga sulla sua eleggibilità

foto di gruppo di cambiamo messina dal basso - cmdbLa notizia della candidatura di Dino Bramanti a sindaco di Messina ha già causato diverse reazioni nel mondo politico cittadino. A poche ore dall’ufficializzazione della sua discesa in campo alle prossime elezioni amministrative, Cambiamo Messina dal Basso si interroga sulla candidatura di un direttore IRCCS a sindaco. In una nota, che ha lo scopo di ricordare una legge regionale secondo cui sono ineleggibili i direttori generali aziende unità sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e delle aziende policlinico universitarie esistenti nel territorio della Regione, si legge:

«L’esperienza di Donatella Sindoni, consigliera comunale del PD, decaduta dopo ben 4 anni di tira e molla legali, in quanto titolare di un laboratorio di analisi convenzionato con l’ASP, evidentemente non ha insegnato nulla. Sebbene le cause di ineleggibilità fossero state sollevate da subito, c’è voluto il tempo di un processo, di pareri legali e infine il pronunciamento della Corte d’Appello per rimuoverla dalla poltrona.
La legge regionale in merito forse può risultare poco chiara, “sono ineleggibili i direttori generali, i direttori amministrativi e i direttori sanitari delle aziende unità sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e delle aziende policlinico universitarie esistenti nel territorio della Regione“. La Regione Lombardia in tal senso ha voluto fare chiarezza, specificando nel dettaglio le fattispecie di ineleggibilità, e includendo i direttori di IRCCS. Stabilire se, in Sicilia, la cosa riguardi anche il direttore scientifico di un istituto IRCCS lo lasciamo dire agli avvocati (e speriamo non ai magistrati, in un secondo momento).
Sì, è vero, ci si può candidare, poi fare ricorso ed eventualmente andare in appello, e nel frattempo governare la città, amministrare potere, gestire la cosa pubblica. E poi quando una Corte d’Appello ne dichiarasse la decadenza, saranno passati gli anni, senza che nessuno ne paghi più il conto.
Per questo, Cambiamo Messina dal Basso, dopo cinque anni continuativi di amministrazione cui la città non era abituata da decenni, chiede al candidato Bramanti e ai partiti che lo sostengono, un atto di responsabilità, volendo chiarire prima del momento elettorale la totale trasparenza dell’operazione, assumendosene pubblicamente la responsabilità morale, oltre che legale, di fronte a tutta la città».

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