Ars. Il codice etico più tenue: ineleggibilità solo per rinviati a giudizio per mafia

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Non potranno essere eletti nell’ufficio di presidenza dell’Ars parlamentari che siano stati rinviati a giudizio per reati di mafia. Lo hanno stabilito le commissioni Affari istituzionali e Antimafia dell’Assemblea, riunite oggi in sede congiunta per l’esame del Codice etico, con il via libera a tredici articoli, in un percorso a ostacoli. La norma prevedeva originariamente l’ineleggibilità alle cariche più alte del Parlamento per chi fosse rinviato a giudizio per reati gravi, ora la cerchia si è ristretta ai soli reati mafiosi. Le commissioni torneranno a riunirsi domani, compatibilmente con l’Aula, o giovedi’ mattina. Tra le norme anche quella che prevede una stretta sui cambi di casacca.

Domani alle 15 il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, riunirà la Conferenza dei capigruppo che deciderà anche sui tempi per il ritorno in Aula del codice etico, che era stato rinviato in commissione due settimane fa, considerato l’alto numero di richieste di modfica al testo varato l’anno scorso dalla Commissione regionale antimafia.

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