federico basile e gino sturniolo

Amministrative Messina, Sturniolo attacca Basile: «Nessun abbattimento del debito»

Pubblicato il alle

3' min di lettura

Prosegue il contrasto tra il candidato sindaco alle elezioni amministrative di “Messina in Comune”, Gino Sturniolo, e il candidato di Sicilia Vera, Federico Basile, protagonisti da settimane di accesi botta e risposta. Questa volta a scatenare la polemica tra i due è un’affermazione fatta da Basile in merito alla situazione debitoria del Comune di Messina, che durante l’amministrazione De Luca sarebbe passata da 552 milioni a 140 milioni di euro di debiti.

«Nel corso del suo comizio di avvio della campagna elettorale – osserva Sturniolo –, Federico Basile ha annunciato che l’ex sindaco Cateno De Luca aveva trovato un Comune con 552 milioni di euro di debiti e di averlo lasciato con soli 140 milioni di euro. Una notizia che non corrisponde al vero. Solo una piccola parte di quei 552 milioni di euro è stata estinta. Il resto è stato spostato in altri contenitori».

Com’erano ripartiti questi 552 milioni? Secondo Sturniolo si tratterebbe soprattutto della «massa debitoria del Piano di Riequilibrio», con debiti fuori bilancio (pari a 250 milioni di euro), debiti delle società partecipate (132 milioni di euro), fondo di rotazione (35 milioni di euro), disavanzo da riaccertamento (61 milioni di euro) e infine fondo rischi (pari a 74 milioni di euro).

«Come fa De Luca ad arrivare a 140 milioni? – si chiede il capolista di Messina in Comune. In primo luogo, toglie dal Piano di Riequilibrio i debiti delle società partecipate (che lui stesso inizialmente aveva aggiunto, pur sapendo di non doverli pagare). Effettivamente, la Corte dei Conti ha rilevato che i debiti di queste non dovevano essere inseriti nel Piano di Riequilibrio. I debiti, però, non “spariscono” nel nulla. Infatti, è la stessa Corte dei Conti a scrivere che il Comune deve prevedere un Fondo dedicato a copertura dei debiti delle controllate. E, d’altronde, è lo stesso De Luca a rispondere alla curatela fallimentare di Messinambiente, asserendo che i risparmi ricavati con le transazioni serviranno anche a pagare i debiti delle partecipate, purché certificate».

«De Luca, poi, toglie dalla massa debitoria i 61 milioni di euro del disavanzo da riaccertamento straordinario, che viene spostato sul bilancio, e riduce il Fondo rischi da 74 a 12 milioni di euro – prosegue. In questo modo la massa debitoria diventa di 285 milioni: 250 milioni di debiti e 35 milioni di restituzione del Fondo di rotazione. In sostanza, senza alcun tipo di riduzione concreta dell’indebitamento, De Luca dimezza la massa debitoria. Ma non c’è alcun abbattimento del debito, solo una diversa collocazione dei debiti».

Sturniolo evidenzia inoltre che la riduzione più rilevante del debito sarebbe stata resa possibile soltanto grazie alle trattative con i creditori. «Il resto – conclude il candidato di Messina in Comune alle amministrative – è autocelebrazione non sostenuta dai fatti. Noi, ai toni trionfali da campagna elettorale rispondiamo con i fatti, le carte e i numeri, che non mentono mai e sono inattaccabili».

(176)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto.