Al Comune compatti su Calabrò, nei Quartieri è “guerra” aperta sulle presidenze

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urna3Se il centrosinistra, al Comune, si ricompatta sul candidato Felice Calabrò (ieri riunione con tutti i delegati della coalizione compresi i rappresentanti del Megafono e dei Democratici Riformisti) sono le sei presidenze di Quartiere che stanno “dividendo”, ma si è visto anche nelle precedenti elezioni dove non c’era l’elezione diretta, gli “alleati”. Su Palazzo Zanca pare che lo stesso Calabrò voglia incontrare a Palermo il governatore Rosario Crocetta per avere anche dal presidente della Regione il benestare politico del suo gruppo. Sulle presidenze di Quartiere e sui nomi degli aspiranti che troveremo nelle schede elettorali ancora nessuna riunione di centrosinistra e la “guerra” è in corso. Il Pd ne “vorrebbe” ben tre, l’Udc altrettanto, Sel ne rivendica uno, i Dr puntano a due. E sempre nel Pd ci sono le “divisioni” tra gruppi. Con questi scenari il Pdl potrebbe approfittarne e sancire accordi traversali per far “saltare i giochi”. Non sarebbe la prima volta di accordi politici che nulla hanno a che vedere con le alleanze al Comune. Il I, ad esempio, è rivendicato dall’Udc con il consigliere Enzo Messina che potrebbe tornare da dove si è fatto strada. Ma nel Quartiere a sud attende risposte Dario Restuccia, avvocato, a capo del comitato Ponte Schiavo e c’è un altro Restuccia, Nino, oggi con i Dr, che punta al vertice. Nel II tutto in alto mare con l’uscente Giovanni Di Blasi oggi all’Udc. Il partito vorrebbe la riconferma del colore politico della circoscrizione. Nel III Quartiere, nel centrosinistra, “sgomitano” per la presidenza Santi Interdonato del Pd, consigliere e vicino all’ex segretario Beppe Grioli, Massimo Minutoli dell’Udc con il Pdl che ha l’uscente Giovanni De Salvo. Al IV il Renziano Francesco Palano Quero, terzo alle primarie di centrosinistra per il candidato sindaco, si attende la riconferma ma a Nord l’Udc “spinge” con Maurizio Buscema. Quest’ultimo smentisce l’ipotesi di candidatura alla presidenza della circoscrizione. Nel Pd Antonio Giannetto, genovesiano, attende risposte. Stesso discorso al V con l’uscente Renziano Alessandro Russo. Contro l’indicazione Russo c’è un ex presidente di Quartiere, Santino Morabito, che rivendica l’incarico a nome Sel mentre nell’area Genovese del Pd vuole farsi spazio dopo l’esperienza in consiglio Raffaele Verso. Alla VI circoscrizione “regna” la confusione. Il gruppo Caprì che a Castanea, alle primarie, ha “sbaragliato” tutti spera in uno dei suoi (Mangraviti), per il Pd si parla di Santino Arria, nell’Udc Mario Biancuzzo vorrebbe tornare presidente e poi c’è il Pdl che ha l’uscente Letterio Panama. Da segnalare che il consigliere di Quartiere percepisce il gettone di presenza che con il massimo di 15 sedute, a prescindere dalla propria attività, è pari a 450 euro mensili. Il presidente, dopo i “tagli” decisi dalla Regione nelle precedenti legislature, “gira” oggi sui 1.200 euro se l’attività è solo politica e sugli 800 circa se ha un impiego.

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