Accorpamento punti nascita. Russo: «Al Papardo e non al Piemonte il polo materno-infantile»

papardoIl Consigliere comunale del Gruppo consiliare “Misto”, Antonella Russo, chiede chiarimenti al sindaco Renato Accorinti, all’assessore alle Politiche sociali e Salute Antonino Mantineo, al presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile, in merito all’accorpamento dei due punti nascita Piemonte e Papardo, con la creazione di un unico polo Materno-Infantile al Piemonte.

«Le intenzioni dell’Assessorato regionale alla Salute — scrive la Russo in una nota — come confermato direttamente dall’Assessore Borsellino nella recentissima visita istituzionale nella nostra città del Presidente della Regione e della sua Giunta, sulla scorta del previsto accorpamento, è di realizzare il secondo Polo Materno-Infantile di II livello (il primo è l’A.O.U.P.  G. Martino) cittadino all’Ospedale Piemonte».

Scelta, questa, che la consigliera considera inappropriata e non conforme poiché — prosegue la nota —  «sulla base di quanto previsto dal D.A. 2 dicembre 2011, avente ad oggetto il riordino e la razionalizzazione della rete dei punti nascita, il percorso “nascita” deve essere assicurato nel territorio anche sulla base delle caratteristiche della popolazione di riferimento e non solo sulla base dei parti annui.  Ebbene, poiché la presenza di un Polo Materno-Infantile di II livello all’Aoup G. Martino di Messina (Policlinico Universitario), è già in grado di assicurare una adeguata assistenza alle gestanti e ai neonati della zona del centro-sud della città, appare più che opportuno allocare il secondo polo al presidio “Papardo”, al fine di poter garantire una pari assistenza alla popolazione della zona centro-nord, che ha conosciuto negli anni l’identico fenomeno di espansione demografica ed urbanistica della zona sud.

Al contrario, la prevista realizzazione del Polo Materno-Infantile all’Ospedale Piemonte, distante solo 2-3 km dall’altro Polo di II livello esistente al Policlinico di Messina, comporterebbe una totale privazione di tale fondamentale presidio sanitario per larga parte della popolazione cittadina residente a nord e nei numerosi adiacenti villaggi, distanti molti chilometri dal centro cittadino, e che avrebbero come alternativo solo il presidio di Milazzo».

Inoltre — prosegue — «i punti nascita devono realizzarsi nella struttura che presenta le migliori condizioni di sicurezza, sia per il neonato che per la donna gravida, come indicato dalle Linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita, e per la riduzione del taglio cesareo, secondo l’Accordo Stato-Regioni. Si parla di necessità di “garantire la continuità assistenziale intesa come omogeneità dell’assistenza erogata, perseguendo modelli di continuità assistenziale, attivando un sistema fortemente integrato al fine di una collaborazione funzionale tra i vari livelli istituzionali, sinergizzando le attività territoriali e ospedaliere e valorizzando le interdipendenze esistenti tra le strutture operative…”, mentre il predetto accordo Stato-Regioni prevede espressamente che “i requisiti per il II livello sono legati oltre che al numero di parti anche al bacino di utenza, alla presenza nella stessa struttura di punto nascita di II livello e di discipline specialistiche in numero e con intensità di cura più elevata, con possibilità di attivare h 24, in rapporto alle esigenze emergenti ed in base alle convenzioni sottoscritte, consulenze ed interventi di cardiochirurgia, neurochirurgia, chirurgia ricostruttiva, oculistica, valutazione emodinamica, broncoscopia, e di usufruire h 24 del servizio emotrasfusionale e diagnostica per immagine”. Tali condizioni — evidenzia Russo — sussistono soltanto presso il P.O. Papardo. Peraltro, anche alla luce della necessità prevista dal suddetto D.A. di prevedere il servizio di Sam (trasporto assistito materno) e il servizio di Sten (trasporto assistito neonatale d’urgenza), non appare superfluo evidenziare come soltanto al Papardo sia presente un eliporto che, unitamente alla centrale operativa del servizio 118, può garantire all’utenza lo svolgimento di entrambi i fondamentali servizi di trasporto, che, se operati per tempo, salvano vite umane».

«Ma ciò che ancor più rileva — sottolinea nella nota — è che la necessità di razionalizzare, tramite accorpamento, il servizio dei punti nascita, garantendo allo stesso tempo la continuità assistenziale  della madre e/o del neonato, tramite la possibilità di effettuazione di consulenze specialistiche e/o interventi neonatali o materni di urgenza, può essere realizzata soltanto con la realizzazione del secondo Polo materno infantile all’ospedale Papardo, dove è presenta anche un Centro sangue».

«La realizzazione del polo Materno-Infantile all’ospedale Piemonte — aggiunge Russo — priverebbe lo stesso presidio delle poche U.O. in atto presenti, quali ortopedia, cardiologia, chirurgia, ecc., che sono indispensabili per far fronte alle emergenze ed urgenze che si presentano quotidianamente. Infatti, per carenza di locali adeguati e sufficienti, tali presidi, in caso di realizzazione del Polo materno-infantile all’Ospedale Piemonte, sarebbero probabilmente trasferiti al Papardo».

«A mio parere — conclude — considerato quanto esposto, la creazione del secondo polo materno-infantile cittadino può essere attuata solo al Papardo, e ciò nella ferma convinzione della necessità che venga in ogni caso mantenuta e potenziata, per i servizi essenziali e d’urgenza, la struttura del Piemonte».

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