1994-2013, il centrodestra torna “diviso” alle urne

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Urna4Come nel 1994 il centrodestra si presenta alle comunali “diviso”. Diciannove anni fa erano le consultazioni in piena Tangentopoli, quelle del 12 e 26 giugno, e anche allora il centrodestra aveva due candidati nella prima elezione “diretta” del primo cittadino. Quelli del 2013 sono Vincenzo Garofalo (per Pdl, Garofalo sindaco, La Destra, a quanto pare pure per Fratelli d’Italia e forse per il gruppo di Pippo Isgrò che starebbe meditando il “ritorno a casa”) e Gianfranco Scoglio per Nuova Alleanza. Forza Italia e Msi non ci sono più. Il primo parlamentare nazionale al secondo mandato, eletto con il “Porcellum”, e già presidente di Istituto autonomo case popolari e Autorità portuale e dunque con l’esperienza di amministratore a Messina. Il secondo, assessore da una “vita” e direttore generale del Comune. Scoglio è stato esponente della giunta provinciale Buzzanca, direttore generale del Comune nel primo governo Buzzanca che portò alla decadenza (autoblu) dell’ex sindaco, assessore allo Sviluppo Economico nel secondo governo Buzzanca finito con le dimissioni, sempre dell’ex sindaco, al volgere dell’ultima estate. Sono due che conoscono bene progetti e amministrazione della città. Garofalo, nell’ultima conferenza stampa, ha detto di “voler lavorare per una città normale”, ovvero che abbia servizi adeguati pur non disdegnando opere importanti e Scoglio che punterà tutto sul Programma Strategico Messina 2020 approvato di recente dal consiglio comunale col voto trasversale di Pdl e Pd. Per entrambi, nei loro programmi, non c’è più la parola Ponte usata (chi con convinzione chi per ragion politica) dai predecessori ma messa nel cassetto dal governo Monti. La posizione di oggi del centrodestra ricorda abbastanza, seppure con motivazioni differenti, le “spaccature” del 1994 che portarono a due candidati di centrodestra: Angelo Carmona per Forza Italia e Giovanni Davoli del Msi. La vittoria andò a Franco Providenti del centrosinistra. Diciannove anni dopo c’è l’avvocato Felice Calabrò per il centrosinistra (ricompattato con Crocetta e in attesa di una risposta definitiva dai Democratici riformisti) e un centrodestra anche allora diviso in “due”. La spuntò, al secondo turno, Providenti. Come Francantonio Genovese nel 2005, sempre al secondo turno, contro Luigi Ragno che vedeva comunque “compatto” il centrodestra al primo turno. Oggi ci sono le incognite che nel 1994 come nel vicino 2005 non c’erano: Movimento Cinquestelle in testa con Maria Cristina Saija, il popolare Renato Accorinti di Cambiamo Messina dal Basso e le liste civiche come l’associazione Reset di Alessandro Tinaglia; quest’ultima da oltre un anno a “lavoro” per la campagna elettorale. Che anno sarà il 2013? @Acaffo

 

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