Messina, la Cineteca dello Stretto vola al Torino Film Fest con “L’occhio di Shivah”

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Si prendono cura delle pellicole che raccontano il passato del nostro Paese e scoprono dei veri e propri tesori: sono Maurilio Forestieri e Isabella La Fauci della Cineteca dello Stretto, che da Messina prenderanno un volo direzione 40esima edizione del Torino Film Festival. «Presentiamo un restauro inedito che si chiama “L’occhio di Shivah, il tesoro della caverna”». Ma come ogni storia che si rispetti è necessario partire dal principio.

Siamo a Ortigia, aprile 2022, quando Lanterne Magiche, hotel che ha rilevato Palazzo Corpaci  che ospitava l’ex Museo del Cinema di Remo Romeo, si mette in contatto con la Cineteca dello Stretto per rimettere ordine e dare vita a un piccolo polo museale. «Nell’ex Museo del Cinema – ci racconta Maurilio – sono rimaste tantissime “pizze” (le scatole in cui vengono conservate le pellicole, ndr.) di film e così ci hanno chiamato per fare un po’ di catalogazione. Tra queste migliaia di pizze abbandonate brillava “L’occhio di Shivah“».

Da Lanterne Magiche al Museo del Cinema di Torino

Una scatola di latta, di una vecchia pasticceria di Palermo, custodisce spezzoni di un cortometraggio girato nel 1926 da un certo R. Gardenghi, e mai montato. «Si tratta di una pellicola 9,5 millimetri usata molto negli anni ’20. Sono tutti negativi – ci dice ancora Maurilio – e in ogni foglietto c’è la descrizione della scena che è stata ripresa; quindi sostanzialmente era un film girato da un amatoriale mai montato». Così Maurilio decide di restaurare questo cortometraggio che non ha mai visto la luce.

«Visto che erano tutti pezzi di pellicola separati, sono stati montati tutti insieme secondo l’ordine che è stato indicato nei foglietti; pulito e giuntato e poi scannerizzato, per trasformarlo in digitale». Il lavoro di restauro è stato fatto al Museo Nazionale del Cinema di Torino, in cui Maurilio Forestieri ha seguito un tirocinio perché studente del Centro Sperimentale di Cinematografia. «È un progetto che nasce da Lanterne Magiche di Ortigia, in collaborazione con il Museo del Cinema di Torino e la Cineteca dello Stretto e adesso il cortometraggio sarà proiettato a Torino».

(Quest’anno ci sono anche altri messinesi che presenteranno i loro lavori alla kermesse cinematografica piemontese diretta da Steve Della Casa: Fabio Pilato che si racconta in “Le via del ferro” diretto da Francesco Cannavà e il giovanissimo Mattia Bonaventura tra i protagonisti de “I pionieri” di Luca Scivoletto).

La Cineteca dello Stretto di Messina al Torino Film Festival

Ma come siete arrivati al Torino Film Festival? «Quest’anno ricorre il centenario della nascita del formato “Pathè Baby“, proprio la pellicola da 9,5 mm usata da Gardenghi, quindi molte rassegne hanno inserito una sezione dedicata a questo formato». “L’occhio di Shivah” verrà così presentato per la prima volta alla 40esima edizione del Torino Film Festival nella sezione “Back to Life – Programma 9,5MM” il prossimo 26 novembre 2022 al Cinema Massimo insieme ad altre pellicole a “passo ridotto”, musicate dal vivo da Michele Catania e Luca Brembilla. (In foto i dialoghi realizzati a mano da R. Gardenghi).

Ma chi era questo R. Gardenghi e di cosa parla il cortometraggio? Secondo le prime verifiche svolte da Isabella potrebbe essere figlio di un Conte appassionato di cinema, che viveva al nord. «Nel film – ci racconta Isabella – si vede una macchina con la guida a destra che si è usata a Milano fino al 1926, e la targa inizia con MI. Inoltre, dalle prime ricerche che ho fatto si potrebbe trattare del figlio di un Conte, anche perché la 9,5mm anche se per amatoriali era molto costosa per l’epoca, ma è solo una pista». Il cortometraggio racconta la storia di Albert che prima di trasferirsi in India incontra Dolly: con lei andrà alla ricerca di un tesoro perduto, che alla fine riusciranno a trovare. Un po’ come è successo a Maurilio Forestieri e Isabella La Fauci.

Sulla Cineteca Comunale

Passaggio necessario sulla Cineteca Comunale di Messina; Maurilio e Isabella ci dicono che il progetto procede e che il prossimo 17 dicembre potrebbe esserci, al Palacultura, la prima mostra dedicata alle locandine recuperate nel corso di questi mesi.

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