La Cineteca comunale di Messina: quello che ancora non avete visto

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Sono le quindici del primo martedì di settembre, fa caldo ma tira vento a sufficienza per non pensarci; ci troviamo all’ingresso del Palacultura per incontrare Maurilio Forestieri e Isabella La Fauci, due dei sette componenti della neonata associazione Cineteca dello Stretto, che ci portano alla scoperta del fondo cinematografico acquistato dal Comune di Messina, nel lontano 1987, e dimenticato ai magazzini del Teatro Vittorio Emanuele.

Così scendiamo le scale dell’edificio dedicato al più famoso Antonello della città e ci ritroviamo davanti a valigie e scatoloni: lo spazio (provvisorio) in cui sta prendendo forma e respiro il progetto della Cineteca comunale di Messina. «Insieme al Presidente del Cineforum Nino Genovese e Francesco Torre – ci racconta Maurilio, che fa parte del consiglio direttivo del Cineforum Don Orione ed è presidente della Cineteca dello Stretto – siamo riusciti a dialogare con il Comune e avere in gestione queste pellicole che sono state acquistate dal Comune nel 1987, per creare una Cineteca di Messina, dalla Angelicus Film, importante società di distribuzione in Sicilia e in Calabria, che si occupava di distribuire le pellicole a 16 millimetri nei cinema parrocchiali e di quartiere».

Verso la Cineteca comunale di Messina

Che fosse nato (di nuovo) questo progetto della Cineteca comunale di Messina, ve lo abbiamo già raccontato ad aprile di quest’anno. Ma cosa è successo in questi 4 mesi? «Il 21 aprile – dice ancora Maurilio – abbiamo trasferito le pellicole e i manifesti dallo Zir zona in cui il Teatro Vittorio Emanuele ha i magazzini a qui, (al Palacultura, ndr.). Ma la delibera – aggiunge Isabella, vicepresidente della Cineteca dello Stretto – è stata firmata a febbraio. Prima abbiamo lavorato al Cinema Lux».

Il lavoro di chi si occupa di pellicole lontane è scrupoloso e attento. «Intanto si verificano le condizioni delle pellicole, che sono circa 500, e i manifesti che sono migliaia. Al momento abbiamo catalogato 5mila manifesti –  ci racconta Isabella –, ma non sono nemmeno un quinto di quello che abbiamo trovato». Poi si passa alla catalogazione, per capire da dove provengono, chi ha girato il film, che storie vengono raccontate. I film vanno dagli anni ’50 agli ’80, di seconda visione. «Questo per noi è un vantaggio –  continua Isabella –  perché magari negli anni nessuno si è preoccupato di mantenere una copia di queste pellicole e oggi hanno più valore di quando sono uscite».

E poi quando si ritrovano dei tesori, come i film del duo comico più famoso del mondo. «Ci sono dei film di Stanlio e Ollio molto importanti perché le versioni doppiate in italiano da Alberto Sordi sono perdute; abbiamo trovato la seconda copia in Italia di “Allegri Poeti e il Vascello Stregato”, la prima copia si trova a Roma». E poi i manifesti preziosi come quello de “I Vitelloni” (1953) di Fellini, per esempio; o quelli che sul retro riportano bozze di lettere d’amore, conti del cinema o liste della spesa. Si recuperano film per raccontare la storia di una città diversa da come la attraversiamo oggi.

La Cineteca diventa così un luogo di memoria e condivisione, «si cerca – dice Maurilio – di non dimenticare la materia filmica; ormai i film sono tutti in digitale, ma il digitale è meno tangibile di quello che pensiamo e se non ci fossero le Cineteche a conservare le pellicole andrebbe tutto perduto, come è successo con l’80% dei film muti. Se non c’è qualcosa di tangibile quella cosa non esiste».

Il futuro della Cineteca

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Nel passato però non si può rimanere incastrati: adesso le pellicole e i manifesti devono trovare una casa più adatta delle stanze del Palacultura di Messina. «Abbiamo proposto al Comune, la possibilità di usare un Forte, che sarebbe il posto ideale per conservare le pellicole. Sarebbe la prima Cineteca ecosostenibile», ci dice Isabella con un sorriso pieno di futuro. Un luogo per raccontare per immagini quei lontani pomeriggi messinesi trascorsi al cinema di quartiere. «Vogliamo creare una memoria visiva, un archivio visivo di Messina che non esiste. Vogliamo fare qualcosa in questa città, vogliamo dare il nostro contribuito, perché focalizzarsi in altre parti d’Italia? Ci vuole pazienza e tenacia, non è semplice ma qualcosa la stiamo combinando».

La Cineteca comunale di Messina: 10 anni di attesa

Come vi abbiamo raccontato all’inizio di questa storia, dopo 10 anni il Cineforum Don Orione è riuscito a prendersi cura di questo fondo che rischiava di essere perso e dimenticato. «Il professore Genovese – ci racconta Francesco Torre del Cineforum Don Orione – è da decenni che prova a smuovere le acque per poter sbloccare l’impasse che si era creato tra Comune di Messina e Teatro Vittorio Emanuele, per poter procedere a un’archiviazione e catalogazione e poi all’attività di valorizzazione di questo patrimonio. I tentativi per anni sono andati a vuoto, fino a quando –  continua Francesco – ho ripescato la delibera di fine anni ’80, in cui queste pellicole venivano cedute-vendute al Comune e quindi non c’era più motivo per cui si ritenesse che le pellicole fossero del Teatro solo perché si trovavano nei loro depositi.

A quel punto – dice ancora Torre – siamo andati piuttosto spediti con l’Assessore Caruso e la Giunta precedente per una convenzione che ci potesse dare, come associazione, la possibilità di fare un lavoro di volontariato per sistemare questo patrimonio in locali più idonei. Il lavoro che ha fatto Maurilio con la sua squadra è stato imponente e importante, soprattutto la parte dei manifesti richiede ancora molto tempo per poter valutare le condizioni di tutto il materiale, per cui ci auguriamo che questo lavoro possa essere istituzionalizzato, le condizioni ci sono». Adesso, quindi, aspettiamo che il Comune possa trovare una casa, con affaccio a mare, alla Cineteca comunale di Messina.

La Angelicus Film

Su questa società di distribuzione Maurilio Forestieri ha partecipato al convegno “La storia del cattolicesimo contemporaneo e le memorie del cinema e dell’audiovisivo” con un intervento, insieme a Sabrina Negri, (University of Colorado Boulder), dedicato “Cattolicesimo a passo ridotto: San Paolo Film e Angelicus Film tra competizione e collaborazione”, di cui a novembre uscirà una pubblicazione.

 

 

 

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