Via Don Blasco, i dubbi sugli espropri. La Lo Presti: “Un’azienda deve andare via ma non sa dove”

Sciacca Rizzo VisicaroSono gli espropri legati al progetto della nuova via Don Blasco ad accrescere alcuni dubbi del comitato La Nostra Città. Ieri nei locali del Genio Civile il gruppo ha organizzato un incontro pubblico insieme all’Ingegnere Capo del Genio civile, Gaetano Sciacca, al progettista delle opere, Antonio Rizzo, e alla consigliera comunale di Cambiamo Messina dal Basso Nina Lo Presti. Saro Visicaro de La Nostra Città afferma: “Vorremmo capire se questo progetto serve a dirottare il traffico pesante in arrivo dal Norimberga o se assieme a questo ci siano altre operazioni, mi riferisco a ragioni speculative, si sta aprendo un fronte molto appetibile, in pratica vogliamo chiarezza, mi permetto di sottolineare due criticità: una al sottopasso di via Santa Cecilia col passaggio dei tir per il passaggio di acqua e l’altro è il problema del capolinea del tram a Gazzi che dovrà essere trasferito o smantellato”. Sciacca: “Questa strada è il primo passo per la riqualificazione dell’affaccio a mare sul modello di Reggio Calabria e ho sempre difeso questo piano che non produce illusioni ma opere semplici”. Rizzo ha risposto ai due punti di La Nostra Città segnalando che il progetto reggerà alle modifiche che presentano degli aspetti critici. La Lo Presti: “Le scelte sul futuro di quelle aree, al di là della nuova strada che è utile, le deve decidere la città, sul progetto la situazione critica è per gli espropri alle imprese, c’è l’azienda di Panebianco che ha 25 dipendenti che dovrà lasciare gli spazi senza che gli sia stato detto dove debba essere delocalizzata, così si crea un danno economico per alcuni e probabilmente si favoriscono altri in quelle aree grazie agli espropri”. @Acaffo

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