Un momento per riunire le famiglie in un clima gioioso. La Festa del papà anche in carcere

festa-del-papaUna Festa del papà anche in carcere. Un momento per riavvicinare le famiglie attraverso un incontro festoso, e soprattutto per saldare il legame genitori-figli che vivono la difficile condizione dell’ “allontanamento forzato”.

L’associazione radicali di Messina “Leonardo Sciascia” lancia la proposta al direttore della Casa Circondariale di Gazzi, Calogero Tessitore.

«L’iniziativa — si legge in una nota di Saro Visicaro — è finalizzata a un processo rieducativo che avvicini la comunità locale al carcere. La festa del papà è un’occasione (unica nel corso dell’anno) per riunirsi per più ore in un’atmosfera di festa e di convivialità dove ci siano giochi, musica e laboratori per padri e figli».   

Il momento di comunione che viene proposto ha come obiettivo principale quello di rafforzare le relazioni all’interno delle famiglie, «un rapporto tra i genitori in carcere e i figli che viene drammaticamente interrotto con l’arresto e la detenzione, spesso per lunghi periodi».

«La festa del papà — continua la nota — costituisce un’occasione per favorire la comunicazione affettiva della famiglia».   

Affinché questo progetto possa concretizzarsi — aggiunge Visicaro — «siamo disposti a mettere in campo le nostre risorse, avvalendoci del supporto ludico delle Associazioni di volontariato e, non ultimo, se non prioritario, del notevole sforzo organizzativo degli agenti di polizia penitenziaria».

Il perché della promozione di un tale incontro risiede — spiegano dall’Associazione “Leonardo Sciascia” — nella certezza che i bambini che devono affrontare delle tragedie durante l’infanzia hanno anche il bisogno e il diritto di superarle ricevendo in cambio «un sorriso, un gesto, una carezza». 

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